Mondo Sesso

Bella incastrata vaginale sconfessata


Io e Luca, che noia!
Mi sono sempre considerata una ragazza come tante e una buona compagna: in molti anni di fidanzamento con Luca, infatti, non ho nemmeno mai pensato una volta seriamente di tradirlo, nonostante negli ultimi mesi le cose sotto le lenzuola non siano andate proprio bene, forse per la grande differenza di età che c’è fra noi, fatto sta che mi ritrovo questa mia sveltina infedele raccontata, senza imbarazzo!
Forse proprio a causa del nostro periodo nero, lo scorso mese Luca mi propose di trascorrere qualche giorno di totale relax in una spa a un paio di ore di distanza da Torino, la città dove conviviamo ormai da cinque anni; la prospettiva di una settimana di svago mi fece subito accettare, speranzosa di ritrovare il brio ormai perduto.

Alla spa
Dopo aver posato i bagagli nella suite che il mio compagno aveva prenotato, senza perdere tempo scendemmo alle terme e ci tuffammo in tutta la gamma piscine, vasche e trattamenti che la struttura offriva; iniziai presto a distendermi, tanto da cominciare a pensare che questo soggiorno si sarebbe rivelato benefico per la nostra relazione come, in un certo senso, alla fine è successo. Gli altri ospiti della spa erano pochi e molto riservati, per cui in quei giorni godemmo di un’estrema tranquillità.
Il secondo giorno notai che qualcuno ci spiava: si trattava di un ragazzo della mia età, non molto alto, all’apparenza da solo, dal bel fisico non particolarmente muscoloso ma ben tornito e dallo sguardo perennemente imbronciato, ma che quanto incrociava il mio rivelava una timidezza che mi sorprese. Io non sono una ragazza particolarmente socievole, per cui inizialmente feci finta di nulla, tanto più che Luca non si era accorto della sua presenza.
Nel pomeriggio, il mio compagno si distese sul lettino a bordo piscina e presto si addormentò; mentre io continuavo a leggere un romanzo, mi accorsi che, a qualche metro di distanza, il misterioso ragazzo continuava a guardarmi, questa volta con un’evidente erezione bene in mostra. Ripresami da un primo momento di shock, feci una cosa che fino a cinque minuti prima non mi sarei mai aspettata da me stessa: mi alzai e mi diressi verso la sauna, a quell’ora deserta, non prima di aver lanciato un’eloquente sguardo all’uomo, che continuò fissarmi fino a quando non fui fuori dalla sua portata.

Nella sauna
Non aspettai a lungo: lo sconosciuto mi raggiunse dopo pochi secondi e, senza dirmi nulla, mi strappò il reggiseno del costume, lasciando i miei seni, candidi e sodi, in balia delle sue furiose leccate. Tenendolo stretto al mio petto, infilai una mano nel suo costume e tirai fuori la sua verga che, larghissima, faticavo a tenere in pugno. Iniziai a lavorarlo con calma, sentendo la sua cappella già bagnata almeno quanto la mia figa; d’un tratto mi spinse in basso e mi ritrovai a pochi centimetri dal suo membro, che non tardò a infilarmi in bocca fino a dove ne ero capace. Il fatto di essere presa così brutalmente mi eccitò da morire, tanto che iniziai a toccarmi mentre il suo bastone mi arrivava fino in gola, procurando a me e al ragazzo gemiti soffocati di piacere.
Quando fu quasi sul punto di scoppiare, mi tirai su e mi voltai: piegata leggermente in avanti, offrii la mia dolce passera allo sconosciuto, che non si fece certo pregare; il suo enorme attrezzo faticava ad entrare, allora all’improvviso si chinò e mi sputò sulla figa, bagnandola per bene e facendo scivolare dentro il suo membro, allargandomi tutta. Prese quindi a scoparmi con calma ma con colpi decisi e potenti, con i miei seni che si scuotevano a quel ritmo cadenzato, che dopo un po’ iniziò ad aumentare di velocità, senza perdere la sua veemenza; in quel momento, mi prese per i capelli e, continuando a scoparmi, mi tirò verso di sé, fino a leccarmi il collo; in quel bagno di sudore, i nostri corpi si muovevano con un’intesa naturale e mai sperimentata prima.
Con l’altra sua mano mi strinse entrambi i seni, giocando con i capezzoli, per poi scendere sul mio ventre e iniziare a masturbarmi, senza mai smettere di scoparmi, fino a farmi raggiungere un orgasmo esplosivo, che mi provocò fortissimi spasmi di piacere; fu allora che persi il controllo: mi girai e lo feci stendere, per poi iniziare a cavalcarlo selvaggiamente, saltando sul suo membro ormai al culmine. Il solo pensiero di farlo godere mi faceva impazzire e, inaspettatamente, venni nuovamente, questa volta in maniera ancora più clamorosa, proprio nel momento in cui lui mi gettò tutto il suo caldo seme in profondità, facendosi sfuggire un grido di estasi.
Dopo pochi minuti ero già sdraiata accanto a Luca che, ignaro, aveva sonnecchiato per tutto il tempo mentre lo sconosciuto, che, come venni a sapere, era niente meno del figlio del gestore della spa, rimase in sauna ancora un po’; avevo stampato sulle labbra un sorrisetto soddisfatto e quella sera stessa, a letto con il mio compagno, fantasticando sulla mia avventura, presi a scoparlo con quell’ardore che ormai credevo svanito e che ora, grazie a quel ragazzo di cui non so nemmeno il nome, ogni sera sento accendersi in me.

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