Naturalmente

Il 10 dicembre 2011, in Script, da Lucio Bragagnolo

Ho potuto trascorrere qualche giorno a Barcellona con il pretesto del matrimonio di un’amica e l’occasione è stata buona per scoprire qualcosa più del banale dell’opera di Antoni Gaudí, grande architetto a cavallo tra XIX e XX secolo che ha riempito Barcellona di case e luoghi piuttosto particolari, tra i quali la relativamente famosa Casa Batlló e Parc Güell. Non aggiungo link perché qualsiasi ricerca su Google porta a una quantità di materiale sul tema persino sconsiderata.

Gaudí era maestro nel recupero dei materiali, a partire dai cocci di ceramica; lavorava più su modelli di gesso che su progetti, oltre ad altri modelli strutturali basati sull’uso delle curve catenarie; prendeva spunto dalla natura per ricrearne le sinuosità e le forme, a volte dialogando a volte confrontandosi con essa. Non è difficile risalire nel suo tempo ad altre opere che riprendono gli stessi concetti, ma lui è passato alla storia più di altri per alcune realizzazioni che decisamente si staccano dall’ordinario.

Le costruzioni di Gaudí si distaccano dalle altre; eppure è difficile che sembrino fuori posto e ci si trova a proprio agio.

Sono stato a una cerimonia, una festa, tre cene sociali, vari incontri con amici e conoscenti; ho vistato la città, monumenti, luoghi caratteristici; ho tenuto i contatti con amici e familiari lontani; ho gestito la posta elettronica di lavoro e anche risolto un paio di piccole questioni professionali rimaste in sospeso, una volta goduta una giornata di vacanza, comodamente organizzato in albergo prima di andare a dormire; ho anche scoperto New World Colony, gioco strategico su iPad e iPhone, comprato… gratis durante un periodo di offerte speciali.

L’insieme di iPhone e iPad si è inserito perfettamente nel bagaglio grazie all’ingombro minimo e di fatto niente di quello che mi serviva, faceva comodo, divertiva si è rivelato impossibile. Mai come nella terra di Gaudí è stato tutto così naturale, così poco intrusivo e così confortevole, neanche quando ho viaggiato con i migliori Mac della mia vita.

Per qualcuno verrà da aggiungere naturalmente, essendo più viaggiatore di me. Mi accontento di avere provato la stessa cosa con una intensità e una leggerezza che mai prima.

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5 Responses to Naturalmente

  1. Andy scrive:

    Sono uno di quelli che potrebbe scriverti: ” naturalmente”.

    MA….

    Non dovrebbe sussistere nemmeno la discussione. Dovrebbe essere sempre cosi.

    Invece ci stupiamo e ci meravigliamo quando è, perche spesso non si tratta di arte, di accrescimento della nostra anima ma di un Odissea ed è tutto un altro tipo di arte…

  2. Paolomac scrive:

    Secondo me è ancora giusto, bello, stupirci: ci sono cose che, nel loro piccolo, cambiano la vita, la migliorano, la rendono più facile…bella.
    Non è normale, né “naturale” o scontato: c’è dietro un lavoro, una passione, una filosofia dell’approccio alla tecnologia, un ponte tra tecnologia e “arti liberali” (Lux docet).
    E questa passione è contagiosa.
    Ed è straordinario come tutto ciò ci appaia semplice, normale…ma non lo è, almeno per me.

  3. Salvatore scrive:

    Leggendo questo tipo di commento, sento un pò meno la mancanza di MacWorld.

  4. Alessandro iPaducciodipendentizzato scrive:

    Giusto per rimanere in tema… Com’era il wifi?

    • Europeo. Wi-Fi in camera in albergo, Starbucks sempre pronto con la connessione a disposizione, tanti bar e tanti locali muniti. Comincio a non accontentarmi più del Wi-Fi in camera, che si lega a un singolo apparecchio. Se sei in camera doppia e tra due persone saltano fuori due apparecchi iOS, può collegarsi uno solo. Se chiedi ti danno anche la seconda utenza, ma non è elegante.

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