Misteriose interazioni

Il 13 settembre 2012, in Script, da Lucio Bragagnolo

Recentemente Script è rimasto fermo per un paio di giorni. Problemi di hosting, mi hanno detto. Me ne scuso pur avendo zero strumenti per intervenire in casi come questi e ringrazio tantissimo quanti hanno scritto chiedendo informazioni.

Da un problema può uscire una cosa bella e Carlo mi ha scritto quello che segue:

Ti segnalo che per celebrare i dieci anni trascorsi dalla mappatura del genoma umano, Nature ha prodotto una app gratuita per iPad.

Decodificare le informazioni che costituiscono le basi biologiche di un essere vivente è quanto mai complicato, ed è a tutt’oggi oggetto di studi multidisciplinari, con biologi affiancati da fisici e matematici.

Per quanto concerne il nostro peculiare ambito di interessi, il rilascio di una app per iPad sulla mappatura del genoma umano è indice che l’era post-Pc non solo è iniziata ma è in pieno progresso evolutivo. L’app nasce espressamente per iPad. Solo per iPad, non esiste una versione per Android. Questo la dice lunga sulla posizione preponderante della tavoletta di Cupertino. Certo la notizia va inserita nel giusto contesto, viene prodotta col supporto degli ambienti accademici statunitensi, dove le mele di Cupertino sono predilette. Questa notizia dovrebbe far riflettere per l’ennesima volta tutti quelli che – a tutt’oggi – non hanno saputo cogliere la rivoluzione iOS e dei dispositivi annessi.

Su altri lidi (leggi Windows 8) gli sviluppatori di Valve minacciano di portare i loro prodotti su Linux.

Fossi uno sviluppatore non avrei esitazioni ad investire su iOS, oggi come non mai la piattaforma più appetibile anche per i consumatori.

Per la app sul genoma maggiori info qui ed ecco il link per scaricare la app stessa.

L’ho scaricata, mica male. Oltretutto la questione genetica mi ha toccato recentemente piuttosto da vicino.

Mi è piaciuto moltissimo ricevere questa notizia proprio mentre, bloccato Script, non riuscivo a comunicare. Come se in qualche modo fosse stato colmato un vuoto, non importa tanto con che direzione di comunicazione.

Tutto questo fare su Internet ha senso quando comunichiamo e comunicare non vuol dire semplicemente dire qualcosa. È entrare in risonanza. Una cosa che si fa insieme anche se uno legge e uno scrive. Misteriosa e a tratti indescrivibile.

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15 Responses to Misteriose interazioni

  1. briand06 scrive:

    Aggiungo per chi fosse interessato che Nature ha sviluppato anche, solo per iPad, Nature ENCODE e “Scientific American.

    A proposito di Mac e ambienti accademici, in questi giorni sono a Padova e, facendo un giro nel Dipartimento che mi ospita, sono rimasto piacevolmente sorpreso. Metà dei computer sono Apple! Anzi, i pochi PC visibili, in questo contesto, sembrano dinosauri.
    C’è anche uno splendido iMac a lampada. Mi piacerebbe aggiungerlo alla mia collezione, ma so bene che sarà impossibile: la burocrazia universitaria preferisce buttare via le vecchie macchine purtroppo che darle via, anche a pagamento. :(

    Anche il mio iPad si comporta molto bene. Con WebSSH e zaTelnet posso collegarmi in remoto ad una macchina Linux nel mio istituto, trasferire i file, compilarli ed eseguire l’applicazione, esattamente come se fossi davanti al terminale. Un figurone!
    Per queste cose prrò una tastiera esterna è veramente indispensabile, quella touch occupa troppo spazio sullo schermo.

    Il prossimo step sarà acquistare iSSH: WebSSH e zaTelnet sono ok, gratis con pubblicità ma, francamente, se devo spendere uno/due euro ciascuno per rimuovere la pubblicità, preferisco investirne qualcuno di più ed avere le funzioni molto più avanzate di iSSH.

  2. Jacopo scrive:

    A proposito di utilizzo del Mac in ambito scientifico (astronomico, nel mio caso). HIPE e’ il software utilizzato da chi vuole ridurre (=rendere scientificamente utilizzabili) i dati del satellite infrarosso Herschel. E guarda caso le versioni maggiormente scaricate sono quelle per…
    (vedasi pag 8…)

  3. Alessandro Petrucci scrive:

    E il ministro passera promette un pc per ogni classe ed un tablet ogni quattro professori… A volte riescono ad essere veramente esilaranti.

    • frix scrive:

      Ma non dicono che pc e che tablet.
      A scuola di mia figlia ci sono pc antidiluviani, non so manco se tutti hanno già xp.
      e poi … anche Mosè aveva delle tablet (da dictionary di mac: a flat slab of stone, clay, or wood, used esp. for an inscription.
      … sicché….

    • marco scrive:

      ma non dovevano mettere le lavagne elettroniche? :D

      • Alessandro Petrucci scrive:

        Disgraziatemente le hanno messe davvero in qualche “fortunata” (si fa per dire) squola italiana (si con la q).
        Poi penso ad un proiettore e ad un iPad retina e mi viene da soffocarmi dalle risate che mi va di traverso a pensare che son soldi anche delle mie tante, troppe, tasse…

  4. Andyip scrive:

    ministro passera…. mettiamoci un accento va e passerà…

  5. Carlo Notarianni scrive:

    La vera rivoluzione dell’era Internet è l’interazione che tale mezzo rende possibile. A differenza dei media tradizionali (carta stampata, radio, televisione), infatti, la rete rende possibile lo scambio di informazioni, e quindi -in ultima analisi- lo scambio di conoscenza. Su Internet l’informazione non segue il flusso rigido “da uno a molti” bensì “da molti a molti”. I lettori di script con i propri commenti apportano le personali esperienze, eccepiscono le proprie considerazioni, testimoniano a favore o contro un’ipotesi; contribuiscono insomma ad ampliare, a migliorare la notizia, che di per sé spesso nelle intenzioni di Lux, vuol fungere solo da pungolo per i lettori. Si tratta di insomma d’informazione partecipata. È una naturale, positiva, evoluzione che contribuisce a rafforzare i capisaldi dell’informazione stessa, che rende comprimari e mescola i ruoli (non c’è più solo chi “fa” e solo chi “riceve”).
    Insomma è “open journalism”, un rimedio efficace contro l’infobesità (information overload), su entrambi i termini ci sarebbe da dire tanto, ma temo che esulerebbe troppo dalle finalità della rubrica.
    Chiudo, plaudendo alla rubrica ed anche a tutti quei lettori che dicendo la loro hanno contribuito in modo concreto. Se non vogliamo essere soffocati da troppe informazioni dobbiamo sfoltirle, incastonarle nel giusto contesto, confrontare opinioni e fonti differenti e -soprattutto- dobbiamo rimboccarci le maniche e digitare la nostra concorrendo a costruire la notizia invece di subirla passivamente.

    • frix scrive:

      Concordo con Lux in generale e, nello specifico, con te.

      A riprova mi piace portare come esempio, per mera curiosità, questo blog che ha un post partito nel 2002 e che ancora oggi ha persone che forniscono contributi (ultimo del giugno 2012).
      La cosa mi intriga e ogni tanto mi ricordo di farci un giro anche solo per il gusto di vedere se qualcuno prosegue. In realtà in questo sito molti post hanno una durata pluriennale, ad es questo . In proposito, forse è OT ma pace, proprio qui ho letto una cosa che mi ha confortato: è utile sapere che qualcuno sostenga ‘scientificamente’ che il casino che ci può essere sulla mia scrivania non è segnale di disordine e disorganizzazione ma di complessità per le millanta cose da fare e non ancora ordinate nella mente. :-)

  6. briand06 scrive:

    Concordo: inesorabile. E spesso a scapito più di Linux che di Windows. Per Linux desktop la concorrenza del Mac è tremenda e lo sta affondando, IMHO. Almeno in ambito scientifico.

    Tanto per fare un esempio di questi giorni. Dovevamo installare sui pc di una decina di ragazzi (beh, ragazzi… sono tutti dottorandi o postdoc) un programma sviluppato qui a Padova. Mac ok, ma del resto lo usano per lo sviluppo. Su Ubuntu è stato un vero delirio, non compilava e non si capiva perché. Su Windows, installando Cygwin, è stato facilissimo, molto più semplice di quanto mi sarei mai potuto aspettare.
    Dopo tutto ciò, come puoi dire a queste persone che Linux è per loro una piattaforma usabile e produttiva?