Le tenebre e la luce

Il 6 dicembre 2012, in Script, da Lucio Bragagnolo

Ancora poco e le giornate torneranno ad allungarsi. Disse Steve Jobs a metà degli anni ottanta:

Se per qualche ragione commettiamo un grosso errore e Ibm vince, l’istinto mi dice che entreremo in una Era Oscura lunga almeno vent’anni.

Non fu Ibm a vincere. A parte questo, si guardi la serie di grafici in colore pieno di questo intervento di Horace Dediu e come la distribuzione dei sistemi, hardware e software, inizi a indicare una inversione di tendenza.

Forse gli stessi dati si vedono meglio nella diapositiva 24 di questa presentazione.

Di una curva simile abbiamo già parlato. Per coincidenza, riguardava il rapporto tra Mac e Pc venduti.

Abbiamo indizi che l’Era Oscura stia finalmente terminando.

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23 Responses to Le tenebre e la luce

  1. Jacopo scrive:

    Impressionante la percentuale di persone che si dicono propense all’acquisto di iPod Touch (ne ho appena ricevuto uno, tra l’altro. Fantastico!), un prodotto dato per “stagnante” o comunque (fisiologicamente) non trainante..

  2. Paolo scrive:

    Io non capisco perché ci si ostini ad inserire i dispositivi “mobile” nel market share dei pc/mac.

    È evidente che non sono sovrapponibili… certo alcuni che non avevano alcun bisogno effettivo di un pc/mac hanno smesso di comprarne sostituendolo con un dispositivo iOS o Android (oppure – più realisticamente – ne aveva più di uno ed alcuni li ha sostituiti) ma un utente “effettivo” di pc/mac non può (e mai potrà) sostituirlo con uno di questi nuovi “cosi”.

    • Alessandro Petrucci scrive:

      Quindi resta da valutare quanti siano quelli che non hanno più bisogno di essere utenti effettivi o che non ne avranno più bisogno entro i prossimi mesi.

      • Sospetto che i trend siano simili anche nei cinque mesi successivi, che per Mountain lion dobbiamo ancora vedere. Sono pigro però e non ho dati per confrontare almeno Snow Leopard e Lion.

    • Però lo stesso vale in gran parte per i notebook, che venivano contati come Pc…

      • Paolo scrive:

        Un notebook è un formato di personal computer… computer per definzione è un dispositivo programmabile (ovvero che si può programmare).

        Un dispositivo iOS/Android non lo puoi programmare, puoi solo usare programmi già fatti (fatti su un computer).

        Sarebbe (un po’) come mettere i registratori musicali portatili e gli iPod nello stesso mercato, solo perché entrambi sono capaci di riprodurre musica preregistrata.

        • briand06 scrive:

          Un notebook è un formato di personal computer… computer per definzione è un dispositivo programmabile (ovvero che si può programmare).

          Un dispositivo iOS/Android non lo puoi programmare, puoi solo usare programmi già fatti (fatti su un computer).

          Dici?

        • Jacopo scrive:

          E’ anche vero pero’ che la strangrandissima maggioranza delle persone usa un computer per:
          - scrivere
          - navigare
          - email
          - social network
          Tutte cose che si possono fare benissimo con un tablet

        • Come sarebbe a dire che non posso programmare iPad? E Pythonista, solo per fare un esempio? Se la programmabilità dipende dalla disponibilità del software, Apple I non era un computer, perché non conteneva strumenti di programmazione.

      • briand06 scrive:

        Immmagino intendessi dire i “netbook”. ;)

  3. Paolo scrive:

    Stai scherzando. Per programmare un Apple I bisognava accenderlo e digitare a mano il suo Basic in codici esadecimali.
    Quello che volevo dire, nessun problema. Tutto scritto nel manuale.

    Programmare un iPad è infinitamente più comodo e facile.
    Programmare un iPad non è possibile sull’iPad, devi usare un Mac, ovvero un computer.

    • briand06 scrive:

      Programmare un iPad non è possibile sull’iPad, devi usare un Mac, ovvero un computer.

      Sbagli.

      E sbagli prima di tutto a considerare solo i classici PC dei computer. Un concetto da anni ’80.