Ancora una volta mi hanno chiesto perché non uso prodotti Microsoft. Le guerre di religione sono stupide e vecchie, mi hanno detto. Come se fosse una guerra di religione.
Contrariamente a tutto il gran parlare di rispetto dell’ambiente, ne faccio una questione di ambiente del rispetto.
Tre episodi recenti.
Nathan Myhrvold fu un importante dirigente di Microsoft in anni passati. Oggi fa soldi con un’azienda impegnata ad accumulare brevetti. È stato definito il re dei troll dei brevetti (aziendine che vivono alle spalle delle multinazionali portandole in tribunale presso giudici compiacenti) e paragonato a un mercante d’armi che scrive articoli celebrativi delle situazioni di attrito tra nazioni, per le sue prese di posizione sul sistema americano dei brevetti, ignominiosamente favorevoli allo status quo nonostante difetti evidenti.
Tale Brier Dudley del Seattle Times ha scritto un articolo per predire che il prezzo dei corn dog (hot dog avvolti in un battuto di granturco e poi fritti) salirà presto da 99 centesimi a un dollaro e mezzo. Perché? Colpa di Steve Jobs. Non posso fare a meno di notare che Seattle sta a un tiro di sasso dal quartier generale Microsoft e che la presenza dell’azienda sui media locali si fa sentire in modo percepibile.
Un anonimo dipendente del marketing di Microsoft Regno Unito ha sentito della morte della cantante Amy Winehouse e non ha perso tempo: via Twitter ha invitato il suo pubblico ad acquistare un brano di Winehouse dal servizio musicale di Microsoft per gli Zune. L’invito a fare soldi sul cadavere ancora caldo non è piaciuto e più tardi sono arrivate le scuse.
Ora, è evidente che mele marce ce ne sono ovunque e certamente qualche ex dipendente Apple è coinvolto in attività poco raccomandabili (per esempio Jon Rubinstein, adesso in Hp dopo avere fatto fiasco con Palm, non è uno stinco di santo). Di articoli stupidi a sostegno di Apple se ne trovano. iTunes Store ha messo in copertina uno strillo a ricordo di Amy Winehouse (ma senza invitare nessuno e senza doversi scusare).
Ma non c’è, frequentando Apple, un ambiente che incoraggi queste cose. Non si troveranno sui quotidiani di San José articoli che incolpano Microsoft di assurdità irreali e ancora da verificarsi. I vari miliardari che Apple ha creato si occupano di molte cose, ma non della pura raccolta di denaro ottenuta rastrellando brevetti, che non aiuta nessuno e si avvivina alla pura speculazione. Su Twitter non compaiono esponenti del marketing Apple a dare il la a chi non aspetta che un invito ad acquistare. Né è la prima volta che viene fatto un uso così disinvolto del mezzo per poi fare marcia indietro dopo mezza giornata.
Ecco perché. E il guaio è che, tempo tre settimane, potrò raccontare altri tre esempi. Apple è un’impresa commerciale, che pensa a macinare denaro; c’è più rispetto, però.




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Su questa cosa proprio non ti seguo… Quando compri un prodotto, compri solo quel prodotto, mica implicitamente approvi la filosofia dell’azienda che lo produce né ne diventi azionista né tantomeno plaudi al suo modus operandi. Semplicemente, il prodotto ti piace e ritieni che funziona bene e che ha un buon rapporto qualità/prezzo. Senza alcun’altra implicazione! Io ho (ormai da diversi anni) un mouse Microsoft collegato al mio G4 Dual MDD. Funziona bene, è veloce, molto ergonomico, ha pulsanti extra utili per diverse funzioni. Uno dei migliori mouse che ho mai avuto, anche paragonandolo a quelli attuali. Allo stesso modo, sui miei Mac utilizzo regolarmente Office. Ho provato diverse alternative, tra cui Openoffice.org che trovo troppo lento e iWork che per quello che faccio trovo un po’ limitato in alcune cose, ma alla fine sono sempre tornato a Office, secondo me un ottimo prodotto. Infine, per le (rarissime) volte in cui devo utilizzare un software per Windows che non ha un equivalente su Mac, ho installato XP SP3 sotto Virtualbox. Tre prodotti Microsoft, tre prodotti molto utili per il mio flusso di lavoro o semplicemente per come utilizzo io il computer. Non mi piace Microsoft, non mi piace il modo in cui lavora, non mi piace il modo sempre “gridato” in cui fa marketing, non mi piacciono tante cose dell’azienda di Redmond. Però mi piacciono quei tre prodotti e se in futuro dovessero piacermene altri, non avrò problemi a comprarmeli. Si acquista un prodotto perché ci piace o ci serve e non certo per sostenere l’azienda che lo produce. Apple mi piace ma se i Mac non mi piacessero, comprerei altro pur continuando ad amare l’azienda.
Quando compri un prodotto, compri solo quel prodotto, mica implicitamente approvi la filosofia dell’azienda che lo produce né ne diventi azionista né tantomeno plaudi al suo modus operandi.
Beh, sì e no.
Per quanto mi riguarda, se una ditta spregevole produce qualcosa che mi serve, prima di acquistarlo valuto davvero con attenzione cosa ha da offrirmi la concorrenza. Conosco altri modi per intervenire sulla condotta etica di un gruppo industriale; questo è uno dei pochi ad essere alla mia portata.
A me per esempio piace il burro della Parmalat ma ora non lo compro piu’…
Quando comeperi ed usi Office tu come me, sai cosa stai facendo. Sai le problematiche, sai i limiti e sai o prevedi le problematiche che qualcuno avrà utilizzando un documento in quel formato.
Tu sai come me che un formato pc 2004 quasi sicuramente avrà problemi di visualizzazione su un Mac 2011 o viceversa, arrivando agl estremi che senza “convertitori” nemmeno apri documenti dellobstesso programma.
Ma lo fai, tu come me, per necessita’ di interfacciarsi con gente che NON come noi di computer ne sa di meno e spiegar li che Office non e’ la soluzione ma e’ il problema e’ più difficile che risolvere a monte e dedicarsibad altro.
Accettare questi compromessi, queste ” violenze” e’ accettare il modo di pensare e di fare business di un azienda che ha ROVINATO il modo di approccio al computer nelgli ultimi 20 anni.
Non discuto che micfosoft abbia portato il con etto di computer in molte teste in molte realta’ ma di quel concetto in quel modo se ne poteva fare tranquillamente a meno.
Chiedo scusa per gli innumerevoli errori di grammatica…. Ho una connessione ballerina e scrivo troppo di fretta….
Post notevole. Ma davvero esistono ancora gli zune?
Quando mia moglie ed io abbiamo iniziato il periodo di concubinato, anni fa, Elisabetta era una recente switcher ancora molto legata a Redmond. Sul suo MacBook nero, con Leopard aveva infatti installato una versione di Xp che girava su Parallel e su questa aveva installato Office, per Windows, esatto, avevate capito bene. Dopo due o tre volte che ero stato coatretto a giocare all’allegro chirurgo coi vari punti di ripristino della virtual machine su cui girava Xp ho cercato di farle usare almeno Office 2004 per Mac. Ho tentato di farle usare iWork ma lei voleva Office.
Il distacco non fu facile.dopo alcuni mesi Betta ha iniziato a usare iWork e adesso non riesce a usare nessun prodotto Microsoft. Non lo ha fatto per una sorta di jihad informatica ma proprio perchè usare il software Apple e l’hardware Apple è effettivamente un’altra cosa.
Al di là delle esperienze però è vero che quando acquisti un prodotto stai sposando una filosofia di vita che il brand rappreaenta. Tempo fa lessi delle cose poco edificanti su Ikea. Io adoro lo stile Ikea, passerei ore a guardare il catalogo, e mi piacerebbe riempire la casa di complementi di arredo Ikea. Ma so anche cose di Ikea che non mi piacciono troppo e se acquisto un prodotto Ikea sto implicitamente accettando uno stile di marketing e di diffusione che cozza contro le mie convinzioni.
Piccola chiosa. In questo mondo di santi non ne conosco e nemmeno io lo sono, quindi smetto subito i panni del moralista e reindosso quelli dell’opportunista consumatore. Ci piacciono le cose belle, ci piaccionp i prodotti usabili. Ci piacciono le cose che funzionano e che durano nel tempo. Scegliamo Apple perchè ci piace Apple non perchè non ci piace Microsoft. Ma ci piace anche che Apple non sia come Microsoft.
Hai toccato un punto essenziale. È assodato che iWork sia nettamente migliore di Office come usabilità, semplicità, e tante altre cose. Io stesso non potrei fare a meno di Keynote per le presentazioni.
Ma purtroppo la cosa funziona bene quando sei isolato. Quando lavori per te stesso, produci documenti che non devi scambiare con gli altri. O almeno, che non devi scambiare troppo spesso. E infatti nel mio caso funziona benissimo per le presentazioni, che sono un lavoro individuale (certo, sono dolori se devi poi salvarle il formato PowerPoint — ad esempio perchè sei obbligato ad usare un computer comune quando presenti — ma si ha sempre l’alternativa del pdf, ammesso che non si usino effetti speciali).
Negli altri casi, odio dirlo, ma si è praticamente obbligati ad usare Office.
Perchè tutti gli altri lo usano, perchè devi scambiare documenti con altre persone che usano Office cercando di mantenerne il layout, perchè devi poter usare le revisioni (l’unica cosa decisamente utile di Office a mio parere), perchè scrivi articoli su riviste o per congressi dove ti danno template per Word e non per tool più civili come LaTeX.
In realtà è ben noto che il vero dominio di Microsoft non è su Windows, ma su Office. Windows ha alternative, come noi tutti qui sappiamo bene, ma Office no.
E tutti i tentativi sono falliti, finora.
Vero, non sempre però. Betta insegna in un liceo con un vicepreside linuxiano e tuttofare che da un foglio Excel tira fuori documenti Word e anche diversi conigli dal cilindro, e nani e ballerine di hula…
Il cross platform in scuole di questo tipo è equivalente agli scambi dei primi esploratori con gli indigeni. Ed è un liceo scientifico tecnologico, mica un classico.
Io lavoro ugualmente in un liceo scientifico, da noi esiste un altro esperto e linuxiano, che però non usa mai Office. E stranamente non ci sono mai stati problemi. Io scambio documenti con i formati più diversi, e non ci sono mai stati problemi di compatibilità. E sai bene che iWork non legge e non traduce nei formati di OpenOffice. Il problema è che spesso anche dove potremmo fare a meno di Office non riusciamo a farne a meno.
Io personalmente ho rinunciato a Office da quando è uscito Numbers e non ho mai avuto problemi coi formTi. Al massimo qualche archivio che era troppo complesso e non veniva aperto correttamente, ma veniva aperto.
In ogni caso nel mio iMac G3 sopravvivw una vecchia copia di Office 98….. Basterà?
È vero che chiunque con un po’ di eperienza e di volontà può non usare Office. Io volendo potrei rinunciarvi immediatamente e passare in toto a iWork o a OpenOffice/LibreOffice o, ancora meglio a IBM Lotus Symphony (che ricordi!)
Ma stiamo parlando diciamo del 5% (sono buono) degli utenti. E il restante 95%? Appena cominciano a perdere un allineamento o vedono un font cambiato, o chissà che, si spaventano e tornano a… casa
E poi, domani mi tocca editare due documenti per un progetto che stanno girando per aggiunte e correzioni fra varie persone. Domani devo controllare le ultime modifiche e preparare le versioni finali.
Il layout non è complesso in sé, ma hanno un fondo grafico con il logo dell’istituto, l’header contiene indirizzi/telefoni/email e chissà che altro… non mi chiedete perchè, arrivano in origine da un avvocato ed ho già dovuto combattere per insegnargli a non allineare cn gli spazi…
Secondo voi che faccio, li edito con Word in un ora e poi li spedisco per firme varie e pubblicazione online o lancio Pages o Open Office e passo una mattina (magari!) a mettere a posto il layout?
I principi vanno bene, ma c’è un limite alla pazienza e allo spirito di sopportazione.
E usare Pdf o Html?
Tempo fa ho tenuto una presentazione nella quale ho patrocinato l’uso dell’Html come standard per la documentazione scolastica e dei compiti realizzati in forma elettronica. Sono convinto tuttora che sarebbe una svolta epocale, che neanche avrebbe costi, semmai risparmi e considerevoli. Ma come spiegare a chi sta attento ai soldi che per fare Html basta un editor qualunque, magari pure gratis, invece che negoziare lucrosi contratti per forniture software inutili ma piene, chi ha orecchie intenda, di vantaggi collaterali per chi negozia?
Impensabile. Stiamo parlando di documenti che stanno rimbalzando fra 6-7 persone diverse. Impensabile che tutte siano capaci di usare tool più “sofisticati”.
Piuttosto, sarebbe possibile concentrare tutte le modifiche su un unica persona, e mandare i cambiamenti o le note sui punti più controversi in puro testo, via email o usando un banale editor, in modo che vengano inseriti dalla persona di sopra.
Ma non funziona: le persone sono troppo abituate a “vedere come viene”, non ammettono che possa esistere una modalità non GUI. Un po’ come se i singoli articoli di un giornale venissero aggiunti ed editati nel file finale InDesign o XPress, già impaginato per la stampa.
In più, questo flusso di lavoro presenta tanti altri svantaggi, il peggiore dei quali secondo me è la mancanza di tracciabilità delle revisioni e delle modifiche fatte.
Per tornare all’argomento principale, l’unico modo per cominciare a sconfiggere e sostituire Office è quello che le grosse organizzazioni, spinte dalla crisi, decidano di passare ad alternative libere, non per motivi filosofici, ma di puro risparmio…
Nel mio campo, l’ENEA o L’INFN l’hanno fatto negli ultimi tempi.
Ma MS non è stupida ed ora offre licenze praticamente gratis.
Il What You See Is What You Get che salvò tutti da un tristissimo destino negli anni ottanta, in effetti oggi è una nemesi.
Brier Dudley del Seattle Times ha scritto un articolo per predire che il prezzo dei corn dog (hot dog avvolti in un battuto di granturco e poi fritti) salirà presto da 99 centesimi a un dollaro e mezzo. Perché? Colpa di Steve Jobs.
O il tizio è scemo o sta scherzando male. Propendo per la seconda ipotesi. O almeno, spero per la sua salute che sia vera quest’ultima
Il problema vero sta proprio nell obbligo costretto in cui ci troviamo.
Oggi Office dal 90% della gente e’ considerato lo standard per i documenti. Faccio dei nomi giusto per rendervi l idea ma sono sicuro che porrete ampliare il mio elenco: TOTAL, SHELL, EXXON, tre fra le più grandi compagnie petrolifere principali nel pianeta, hanno nei loro uffici commerciali persone che nelle mail ti scrivono : ” il documento inviato in versione PDF non lo possiam modificare. Inviare di nuovo in formato standard Office ” forti della loro grandezza sanno che non gli verra’ mai risposto ” incapaci …….” e tu sei costretto ad obbedire e dicend anche ” scusate”.
Ho decine di mail da addurre come prova purtroppo.
Ma il top e stato raggiunto dall ufficio Marketing di Saipem ( ENI ) che ha rifiutato delle presentazioni in PDF ( riallaciandomi a quanto sopra già postato da un altro utente) lamentando la non corretta visualizzazione. Hanno preteso un power point. Per la cronaca avevano un lettore acrobat versione 6.0 e per policy aziendale non aggiornano perche nessuno si prende il rischio.
Concordo. Proprio in questi giorni sono arrivati via posta elettronica dalla direzione del mio istituto dei nuovi moduli per rimborsi, missioni etc. Moduli in pdf. Ho immediatamente apprezzato la cosa e ho fatto tacitamente i complimenti alla direzione.
Oggi sono arrivati i moduli in formato doc.
Immagino a causa delle lamentele di tanti, che “non potevano editare i pdf”.
Stiamo parlando di un istituto di ricerca, e pure importante. Ma anche di gente che, per aggiungere le scritte ai grafici, usa Paint per Windows (o come si chiama ora).
Tu tenti di spiegargli che non è necessario l’editor di Adobe, ci sono tool alternativi a poco prezzo o anche gratis come Nitro PDF, che volendo un buon programma free come IrfanView, GIMP o decine di altri, può essere usato per riempire un form pdf.
Ti guardano come se venissi da Marte e lanciano Word.
Questa è la World (and Mind) Domination.
Eppure basterebbe una sola copia di Acrobat Standard o Professional per creare dei pdf compilabili ex-novo o partendo da un documento di testo…. il fatto è che quelli che ora vogliono i .doc poco fa voleva usare la penna….
La penna… d’oca?
Perfettamente d’accordo. Sono anche quelli che usano Word ultimissima versione “perchè fa tutto” e poi allineano con gli spazi.
O vogliono che rimanga la linea che indica i campi da riempire in un modulo, “così è come se fosse fatto a mano”.
E vogliamo parlare di quelli che ti mandano le immagini in file Word?
Cos’hanno in testa?
Micro Troll?
Pigrizia. Hanno sempre fatto così e non vogliono nemmeno perdere dieci secondi ad imparare che ci sono metodi più semplici.
Del resto l’idiozia e l’incultura sono considerati un valore nel nostro disgraziato paese.
Ecco quelli delle immagini in word no li salvo.
Word è un editor di testi. Un immagine non centra nulla.
Turn on, tune in, drop out – yeah