La libertà logora chi ce l’ha

Il 15 maggio 2012, in Script, da Lucio Bragagnolo

Ricapitolo questa storia da Daring Fireball di John Gruber.

Un anno fa circa, Htc vendeva alla grande, con incremento dei profitti del 197 percento rispetto a un anno prima e del 192 percento in unità vendute.

Oggi la musica è cambiata e i profitti sono calati del 70 percento.

Che cos’è cambiato nel frattempo? Certo, nel mercato dei cellulari intelligenti fanno profitti in pochi: Apple, Samsung e poi basta, a parte proprio Htc che raccoglie ancora qualche briciole. Ma gli altri, Sony, Rim, non parliamo di Nokia, stanno poco bene da un bel po’.

L’inversione di tendenza di Htc coincide invece, ovviamente nel senso letterale della coincidenza, con l’apertura del bootloader dei modelli venduti. Aprire il bootloader significa, in pratica, avere un apparecchio equivalente a un iPhone con jailbreak, dove si può installare qualsiasi cosa e frugare nel sistema a volontà.

Di recente si è scoperto che l’ultimissimo modello di smartphone Htc avrebbe il bootloader aperto, se non fosse per At&T, l’operatore telefonico, che non lo permette.

Riassumendo: un’azienda che fa molti profitti vendendo telefoni “chiusi” e li apre, vede precipitare i profitti. Il sospetto è che gli operatori telefonici non vedano di buon occhio questi telefoni.

Se è così, cambia radicalmente il quadro del dibattito sul jailbreak, spesso ridotto a cattiva Apple che non mi permette di montare il mio tema grafico preferito.

Se diventa cattivi operatori che non vedete di buon occhio telefoni liberi, si capisce che Apple – ma anche Rim per dire – semplicemente tutelano la loro posizione sul mercato. E se Apple fa profitti elevati, le nostre probabilità di avere un iPhone 2012 ancora più bello e affascinante dei precedenti, e lo stesso nel 2013 e via dicendo, aumentano. A nostro beneficio finale. Libertà di pistolare nel filesystem di iPhone (non di Mac; di iPhone) anche a costo di vedere prodotti apparecchi al risparmio e progressi tecnologici ritardati? Io sono orientato verso il no, grazie. Voglio vedere uscire iPhone fantascientifici ed essere libero di ignorarli oppure sceglierli e avere qualcosa meglio dell’anno prima, magari anche meglio delle alternative disponibili.

Ecco. Questi sono indizi che forse il dibattito sulla libertà, assolutamente importante e condiviso, sia impostato su coordinate da rivedere.

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26 Responses to La libertà logora chi ce l’ha

  1. Stefano Veloce scrive:

    Non credo che Apple venda di più perché i suoi prodotti sono più chiusi e quelli degli altri non lo siano. Vende perché fa buoni prodotti e ne venderebbe ancora di più se non vi fossero Samsung ed HTC. Quest’ultima ha subito il sorpasso di Samsung come azienda di riferimento per Android. Ha perso quote di mercato e forse ne perderà ancora. Il problema della libertà esiste anche se ritengo che sia più giusto parlare in termini di apertura del sistema. Da questo punto di vista, ritengo che un sistema aperto abbia più possibilità di diffondersi ed affermarsi rispetto ad un sistema chiuso. Se Apple ha vissuto quantitativamente ai margini del settore informatico forse sta anche per questo. È stata brava, con il nuovo millennio, a reinventarsi nel settore mobile con successo. La storia si ripeterà? Dipende dalla concorrenza. E da Apple.

  2. Segundo Sombra scrive:

    Non mi pare che microsoft proponga un sistema aperto pur non stando ai margini del mercato informatico ( ammesso e non concesso che Apple lo sia ).

    • Jacopo scrive:

      Il paragone con Microsoft in questo caso, non e’ applicabile. Microsoft aveva praticamente un monopolio creato ad hoc, e la scelta dei sistemi operativi era limitatissima: entrando in un negozio si trovavano una serie di computer nei quali era (pre)istallato, obbligatoriamente, windows. Con un po’ di fortuna si potevano trovare anche Mac. Una “scelta” tra DUE sistemi.

  3. L`articolo, per quello che ho capito, riporta che le vendite di smartphone sono veicolate e sostenute dalle compagnie telefoniche che, con le loro offerte `servizio + cell`, assicurano volumi rilevanti. Sempre se ho capito bene, le compagnie telefoniche non gradirebbero sistemi aperti e configurabili dall`utenza e quindi preferirebbero prodotti da prendere così come sono. Se è così allora chi conduce le danze sono le compagnie telefoniche e le politiche dei produttori sono subalterne ed ancillari. Non vedo alcun motivo di compiacimento ed il tono dell`articolo è solo goffamente `markettaro`.

    • Neanch’io, che l’ho scritto, vedo compiacimento. Semmai una constatazione che nessuno, per quanto si legge in giro, tiene nel debito conto. Per quanto riguarda il tono markettaro, visto che si lavora sui dati del già venduto e non sulle vendite future, e il marketing si occupa delle vendite future, come minimo è un vocabolo inadatto.

      • Gianluca scrive:

        Io credo che Apple chiuderebbe lo stesso, anche se ci fosse il placet delle compagnie telefoniche in senso inverso. Comunque è una cosa da tenere in conto: alle compagnie telefoniche (e non è solo questione di telefoni in abbonamento) che tu possa usare Skype in 3G (è un esempio) o caricare qualunque tipo di App non convenzionale non può andare giù.

  4. @Roberto: secondo me il significato dell’articolo è più profondo. Oggi un sacco di persone, Stalmann per primo, si riempie la bocca con il “software libero” come principio assoluto. Senza considerare che in un mondo totalmente “open” solo gli hacker sarebbero veramente liberi: quindi il contrario dello spirito iniziale. L’equivalente del software aperto nella realtà analogica cosa sarebbe, l’anarchia? Allora proprio non siamo pronti, né in un mondo né nell’altro :)

    • @Edoardo, sto seguendo il tuo suggerimento e riporto qui quanto ci siamo detti su FB, dove, mi hai risposto così:

      “No, l’articolo non giunge a conclusioni. Tratteggia semplicemente una realtà: Apple sta acquisendo un peso nel mercato che, quando sarà il momento, le permetterà di dettare le condizioni. Allora si vedrà veramente chi è liberale e chi no: nessuno mai ricorda che è grazie ad Apple che ora la musica online è DRM-free.”

      Al che, io ribatto:

      ” Mi dispiace, ma non si limita a tratteggiare, le induce (e non troppo abilmente). Quando Apple potrà dettare le condizioni, comunque, viste le premesse e certa sua storia, lo farà verso le compagnie e verso l`utenza e la liberalità sarà quella di stampo jobsiano. Ovvero `te lo dico io ciò di cui hai bisogno` e magari ci azzeccheranno, ma non è questo il punto. La storica neutralizzazione dei diktat delle Corporation è merito di Apple, ma Jobs si comportò da maoista. Fece fuori la `contraddizione principale, la Sony, per aprire la strada al suo prodotto. Questo non significa che apprezzasse il libero accesso. Sarei stato curioso di vedere cosa sarebbe successo se il suo interesse fosse stato verso i contenuti musicali, piuttosto che verso il riproduttore. Sono un provocatore, vero?”

      Argutamente mi dici:

      ” Provoca anche “in loco”: Lucio è persona aperta e intelligente, magari ne esce una bella discussione.”

      ed io, che tengo in considerazione le tue opinioni, come vedi eseguo. Spero che Lucio non si adombri per le mie considerazioni un po’ tranchant, sono solo uscite un po’ di fretta.

      • Giuliano scrive:

        Magari non si adombra perchè ne ha viste tante su internet, ma dargli del “markettaro” è abbastanza pesante, glielo avresti mai detto di persona ?
        Stiamo un po’ più attenti a quello che scriviamo..

        • Sono appena stato a parlare di tavolette a scuola e un insegnante ha velatamente alluso al fatto che io abbia interesse a promuovere iPad. Cosa che ho certamente fatto, ma nel suo interesse. E lui non lo sa.

          Per il resto, sono notoriamente pagato da Apple. :-)

      • Perché dovrei adombrarmi? La discussione è il sale della conoscenza. Faccio però presente che il discorso apertura e chiusura è vago. Ha letto bene briand06: nel dibattito che già c’è, non si tiene in conto che gli operatori telefonici hanno voce in capitolo e su questo si invita a ragionare.

        Non ho capito assolutamente che c’entri Sony. Non con iPhone (ha avviato la crisi di Nokia), non con iPod (i Walkman erano finiti da un pezzo). Sì, Sony Ericsson è finita e Sony ha pagato per uscirne, ma l’azienda giapponese mi pare si stia facendo fuori più da sola che altro.

    • briand06 scrive:

      …solo gli hacker sarebbero veramente liberi

      Per favore, non si può smetterla di usare a sproposito il termine hacker? Un “hack” indica un modo ingegnoso di fare qualcosa e ha origine all’MIT. Per estensione l’hacker è risolve in modo brillante o furbo un problema di programmazione. Ma non è d sicuro chi ruba, scrive virus e altre porcherie, o fa danni informatici (quello è semmai il “craker”).

      Consiglierei al proposito la lettura dello splendido libro di Steven Levy “Hackers: Heroes of the Computer Revolution”, di nuovo disponibile in italiano. In effetti, parecchi libri di Levy sono splendidi!

      • Alan scrive:

        Condivido in pieno!

        • Il bello è che ho utilizzato il termine hacker proprio in questa accezione… :)

          • briand06 scrive:

            Sorry per il fraintendimento :(

            Però non condivido il tono del tuo ragionamento. Anche a me non piacciono le posizioni estreme di R. Stallman, ma bisogna comunque riconoscere che le motivazioni di fondo sono reali e fondate.
            E se non ci fosse il software libero, non ci sarebbe la maggior parte del software commerciale oggi esistente. O sarebbe comunque di qualità molto inferiore.

        • Infatti il software libero è ottimi per i tecnici. Non per gli utenti finali.

          • briand06 scrive:

            Mah!

            Lasciando perdere chicche come LaTeX o MySQL, cosa hanno di non adatto per gli utenti finali software come Open(/Libre) Office, GIMP, Inkscape o VLC (e potrei fare decine di altri esempi)?

            L’interfaccia utente è più che decente, sono facili da usare, sono sviluppati attivamente. Cosa gli manca secondo te?

          • Lungo argomento. L’open source piace a tutti. Ma il problema è che piace per motivi diversi a ciascuno e non ci si mette d’accordo. Anche i “contro” sono diversi per ciascuno. Magari ci faccio un post.

  5. briand06 scrive:

    Riassumendo: un’azienda che fa molti profitti vendendo telefoni “chiusi” e li apre, vede precipitare i profitti. Il sospetto è che gli operatori telefonici non vedano di buon occhio questi telefoni.

    Verissimo.

    Vorrei ricordare che negli USA praticamente nessuno compra i cellulari. Questi vengono “forniti” dalle compagnie telefoniche, AT&T, Sprint, etc., stipulando un abbonamento (generalmente biennale), per di più piuttosto costoso, più o meno il doppio di quello che paghiamo noi per gli stessi servizi.

    Questo significa che le compagnie telefoniche hanno un potere enorme, possono promuovere un telefono offrendolo a tariffe scontate o affondarlo, se fornisce servizi che non gli garbano, come è successo evidentemente ad HTC.

    Non è quindi una questione di Apple, Samsung, HTC o , di buoni o cattivi, ma solo di potere contrattuale delle compagnie telefoniche, con le quali i produttori devono fare i conti.

    Ed infatti HTC sta tornando sui suoi passi.

  6. Alessandro Petrucci scrive:

    Il traffico dati è per solito legato alla piattaforma scelta come nel caso di ipad e iphone ad hoc, ovvero non lo posso sfruttare per navigarci con un computer tramite tethering almeno sulla carta. Alcuni operatori chiudono un occhio o tutti e due altri invece alzano cortine di ferro. Dipende. Se invece ho apparecchi open, jailbreakkizzati, le possibilità che si aprono sono infinite e il consumo di banda potrebbe diventare ben più massiccio e meno remunerativo.
    Non credo che ad at&t freghi molto di che spreadsheets o ebook reader uso… Al massimo potrebbe interessare perché mettendoci loro l’apparecchio e sostituendolo loro se guasto un software non autorizzato e fuori controllo potrebbe usurare batterie e processore magari overclockato prima del tempo (a onor del vero non so se sia possibile fattivamente ma lo potrebbe essere).

  7. Fearandil scrive:

    Precisiamo anche un paio di cose sugli hacker: il manifesto hacker non prevede il codice aperto, ma l’assenza di password, o altro impedimento, all’informazione, che è ben diverso da quello che dice Stallman. Ritengo che sia troppo chiedere che tutti gli os siano open, meglio averne varie sfumature, ma quello su cui dissento è che il software sia a corredo e non parte del prodotto. Il giorno in cui mi serviranno i codici sorgente del microonde o della caldaia non arriverà mai, ma è gusto così: devono essere affidabili e funzionare al meglio, proprio come i computer per il 97% della popolazione mondiale, che non vuole sapere come si scrive del codice, ma mandare mail e navigare. La sicurezza che il software non sia impiccione la si può avere in altri modi (aka firewall) senza scomodare il codice sorgente. Ma quanta gente compra i CarKit e si monta l’automobile da sola? Ecco, la stessa percentuale si compila il software, infatti la maggior parte delle distro Linux sono installate da binario (che potrebbe contenere cose non presenti nel codice e aggiunte all’uopo) e non dai sorgenti (che comunque nessuno potrebbe leggere e capire per intero per avere la certezza della loro correttezza).

    • Alessandro Petrucci scrive:

      Allora stallmam sbaglia il campo di gioco. Se tutto il software fosse opensource e tutti potessero attingere a piene mani a quello ideato da altri si sarebbe di fronte ad una battaglia su un campo ben più ampio che investe il diritto di autore. Perché i casi sono due, o chi progetta software ha il diritto di tutelare il frutto del suo ingegno al pari di musica, film, letteratura, arte, tecnica, e via discorrendo o o non lo ha ma allora non essendo più fesso degli altri dovrebbe essere abolito del tutto il copyright come concetto. Non solo la battaglia ma guerra persa in partenza direi. Fino a che gioca nell’orto delle melanzane senza occuparsi anche di zucchine, patate, pomodori, cipolle, aglio, olio, sale, acqua, fare un fricò la vedo davvero dura.