Impatti cometari

Il 10 luglio 2012, in Script, da Lucio Bragagnolo

Mi scrive, graditissimo, Piergiovanni e lo fa con un iPad. Lui è un professore. A proposito dei discorsi fatti su iPad nelle scuole, la sua testimonianza estemporanea – ma sembra incisa nel marmo – è questa.

Trovo il tempo di scriverti durante questi Esami di Stato ormai agli sgoccioli, per raccontarti una storia, una di quelle storie belle che nel nostro Paleozoico Didattico appaiono come la cometa Hale-Bopp. Liceo Scientifico Statale Antonio Pacinotti, Cagliari, 3 luglio, esami orali della quinta D. Una ragazza come tante, adolescente come tante, si siede, firma, inizia a parlare esponendo la sua tesina multimediale. Ebbè, come tutti. No. Lei tira fuori il suo iPad e mostra un lavoro preparato con iBooks Author. Mi lancia uno sguardo di complicità, vedendo che tenevo la mia insostituibile Cassiopea davanti a me (scribacchiavo su Pages) e inizia a spiegare cosa era iBooks Author. Tesina interessante, materiale ben assemblato, semplice nella sua struttura eppure davvero eccellente, e mi ha divertito vedere i colleghi “addetti ai lavori” cadere dalle nuvole davanti a questo contenuto. Non faccio commenti, l’episodio si commenta da solo. Ma ti avviso, io che nel mondo della scuola ci sto da ventuno anni: la strada è lunga. Quando ai ragazzi parli dell’iPad ti dicono che costa quanto un pc e i colleghi “illustri” storcono il naso.

Sai perché gli USA sono avanti a noi riguardo la scuola digitale? Perché nelle scuole e nelle università americane si studia, non si fa selezione culturale. E Internet non serve a copiare la versione di latino ma a trovare risorse, proprio perché la didattica viene impostata in modo tale che lo studente sia motivato allo studio autonomo, modalità ben diversa dal retaggio gentiliano della nostra scuola. Ma sarebbe troppo lungo ora approfondire, godiamoci questa storia bella prima di andare in ferie!

Aggiungo: ho appena capito perché spiego nelle scuole che Wikipedia a scuola va scritta e non va letta. Un bravo professore me lo ha appena spiegato in poche parole.

Inoltre: al momento di obiettare che non ci sono i soldi per dare un iPad a tutti, dovremo anche trovare “soluzioni” per boicottare quelli che li hanno e si elevano con le forze proprie sopra il minimo comune denominatore. Altrimenti, forse è meglio dare quelli che si possono.

Infine: la tesina presentata ai professori avrebbe avuto lo stesso impatto presentata con un portatile, invece che con una tavoletta capace di passare con naturalezza di mano in mano?

27 Responses to Impatti cometari

  1. Marco Lodola scrive:

    Dire che iPad é troppo caro per gli studenti é una balla. Anche ammesso che possa durare solo due anni per poi essere aggiornato saltando una verione, sarebbe comunque MOOOOLTO piú conveniente che comprare i libri di testo ogni anno per le scuole Medie Inferiori.
    Senza contare poi le solite cose del tipo: lobri aggiornabili durante l’anno, lezioni che possono essere preparate dai prof, le schiene dei ragazzi che si salverebbero, risparmio della carta…

    • briand06 scrive:

      Beh, iPad o non iPad i libri dovresti comunque comprarli. :)

      È chiaro comunque che, in linea di principio, i libri elettronici potrebbero e dovrebbero costare molto meno degli equivalenti cartacei, ma l’esperienza finora ha dimostrato che la voracità degli editori è sconfinata. :(

      Sulla questione costo dell’iPad: le scuole (o meglio il MIUR) hanno speso cifre abnormi per l’acquisto delle lavagne elettroniche, scomode inutili e inutilizzate. Sarebbe stato molto più lungimirante… In ogni caso, avendo qualche idea non banale, possono chiedere fondi alla UE, al MIUR, forse perfino nell’ambito dei mille e mille PON. Non è questo il problema. Il problema è “volerlo” fare. Oltre che avere dei buoni contenuti da mettere dentro l’iPad.

      • Claudio scrive:

        Dissento sull’inutilità ‘ontologica’ delle LIM che possono essere anche comode ed utilizzate efficacemente, SE gli insegnanti ricevono un minimo di formazione mirata e ci mettono un po’ di buona volontà o meglio ancora se le si lasciano usare dagli studenti

        • briand06 scrive:

          Hai ragione. O meglio, come si scrive su certi blog: “ài ragione!” (e pretendono pure di aver ragione e di essere fighi) :D

          SE.

          Mia moglie ha (/à) fatto il corso sulla LIM. Poi è venuta a casa, ho (/ò) installato l’emulatore sul Mac per vedere come fare per creare contenuti, e mi sono accorto che, disegnando sull’emulatore il tratto “laggava” (termine orrendo, lo so, ma mi dicono che la sciatteria è un valore), rimaneva indietro rispetto alla punta del mouse. E non di poco, di un secondo o giù di lì.
          Sarà l’emulatore lento, penso. Ma mia moglie conferma che è proprio così, anche sulla LIM “vera”.

          La penna virtuale per scriverci sopra, poi, è un “pennone” grande quasi quanto un evidenziatore. Come si possa usarla al posto del gesso è un mistero, per me.

          E se non puoi scriverci sopra perchè la penna è scomoda e “lagga”, se per usarla devi inserirvi contenuti preparati in precedenza, in pdf, doc o simili, beh, cosa ha ed offre di più rispetto ad un proiettore?

          Tieni anche conto che una lezione tradizionale, con il discorso che si dipana lentamente sulla lavagna, le parole e le formule che prendono lentamente forma, con il tempo di far domande e prendere appunti, è molto più efficace e comprensibile rispetto ad una serie di slide (normalmente malfatte) mostrate alla velocità della luce e solo commentate.

          Tutto ciò, ovviamente, IMHO :D

          • briand06 scrive:

            Aggiungo al post precedente che per un certo tempo, proprio in previsione di dare la possibilità a mia moglie di preparare delle lezioni interattive, ero rimasto colpito dalla penna Livescribe, anche perché è in grado di “ripetere” su schermo e progressivamente tutto ciò che viene scritto sul foglio, insieme all’audio del professore.
            Insomma, una specie di “film” della lezione.

            Bella idea, peccato che abbia altre e pesanti limitazioni.

          • Alessandro Petrucci scrive:

            Ah, bene, sei passato dal fatto che la à al posto della ha non sia più una mostrusità come precedentemente dichiarato.
            Ora un altro spunto di riflessione: tachigrafia…
            Note interessanti sulla solita accademia della crusca che barba che noia per molti ma non per tutti…

        • Quando un ragazzo alza la mano e dice professore, posso fare vedere alla classe una cosa che ho fatto sul mio iPad?, la Lim come si comporta?

          Il problema non è avere uno strumento da mettere in classe e allora discutere se questo strumento debba essere l’uno o l’altro o un altro ancora. Il problema è capire il modo migliore di fare le cose in classe e allora pensare a modi per raggiungere al meglio questo obiettivo.

          Mi permetterò di postare una cosa interessante in merito che ho letto ultimamente, non in risposta o per polemica, ma per fornire ulteriori spunti.

          • Claudio scrive:

            There’s some app for that, per esempio Doceri o Splashtop oppure si collega l’iPad al proiettore della Lim… Se l’evenienza non è totalmente episodica ci si attrezza abbastanza facilmente…e ad un costo infinitesimale di quello del pachiderma LIM e, giusto perché sia chiaro, se si parte dagli iPad, con una Apple Tv e un proiettore o un televisore grande della LIM si può fare a meno, specie se le app degli iPad sono state scelte con calma e con cura

          • Domani scriverò più o meno proprio questo. :-)

      • Piergiovanni scrive:

        I libri li devi pur sempre comprare ma ci stiamo avviando a una fase in cui predomina il contenuto multimediale sul cartaceo, e pare che entro pochi anni si intenda far sparire il cartaceo. Ci obbligano ad adottare testi con le espansioni. Io ho adottato direttamente testi in PDF….. :-)

  2. Massimo R. scrive:

    Aggiungi un particolare non trascurabile, a mio parere: puoi rubare il pezzo e se non lo rintracci subito recuperare il contenuto da icloud, time machime etcetera. Appunti compresi.

    Poi scrivere la wikipedia da più soddisfazione di tirare righe di biro sulla carta, con un gesto liturgico di concentrazione. Si insiste molto sul lavoro di squadra nei colloqui di lavoro, cosa erano pre ipad le tavolette? Dei portatili con lo schermo su una cerniera a due assi, …asso.

  3. Jabba scrive:

    ho un sogno: che non si abbattano piu’alberi x produrre cultura su carta,ma anche qualsiasi tipo di documento.quella che hai riportato e’una storia splendida! la mia esperienza riguarda due campionari fatti su iPad,senza spostamenti di persone o merci, con due (udite udite) aziende del Sud! certo tutto era fatto x risparmiare in tempo di crisi, allora ben venga la crisi se serve x inquinare meno.mia figlia quando era all’universita’ praticamente libri zero, Mac in facolta’ (Naba), lei con MacBook e iPad.lento pede ci arriveremo,vedrete…

  4. Paolo scrive:

    Non è questione solo di scuola… è l’ Uomo che oltrepassata una certa età anestetizza il cervello nelle abitudini… non per niente l’Italia avendo la classe dirigente più anziana vive nell’ arretratezza tecnologica e mentale

    C’è solo una cosa da fare, gli inetti che occupano posizioni inadeguate e che rubano stipendio e 1 – non progrediscono loro 2 – non fanno progredire la società A CASA!!!! A CASAAAAAAA!!!!

    Non faccio certo di tutta l’erba un fascio prendendomela con qualcuno solo in base all’anagrafe, ma in generale – e in particolare in Italia – le cose stanno così:
    ricambio generazionale 0, mobilità sociale 0, molti anziani pochi giovani, idee vecchie pensate da vecchi finanziate con i nostri soldi, giovani costretti ad emigrare in paesi MIGLIORI perchè incompatibili con ‘arretratezza mentale italiana.

    Ma poi non sanno che fare… prendono i soldi pubblici e li bruciano in cose del paleolitico… perchè la mia vita dipende da cogIi@ni ?????

    • Dumbo54 scrive:

      Sono in parte d’accordo, anche se credo che, più che l’età anagrafica, conti la voglia di mettersi sempre in discussione, di progredire in continuazione.
      Il problema della gerontocrazia italica risiede nel fatto che costoro, nella loro illuminatissima esistenza, hanno sempre fatto le stesse cose, e sempre nello stesso modo!
      Così, uno può ritrovarsi vecchio a trentacinque anni.
      Io, a cinquantotto, mi sento più giovane di molti di loro.
      Già, ma io devo reinventare tutti i giorni il mio modo di lavorare…. Se voglio continuare a pagare il mutuo, ovviamente!

  5. Piergiovanni scrive:

    Per ragioni di tempistica non potevo ovviamente scrivere che la ragazza in questione ha preso un bel 100! :-)

    Il MIUR sta promuovendo da alcuni mesi una particolare iniziativa, la costruzione di un archivio wiki-like di learning objects realizzati da docenti. Il materiale verrebbe condiviso e ovviamente messo a disposizione di chiunque. Voci non confermate sostengono che il futuro dell’ediitoria scolastica sarà questo, ossia learning contents pecaricati su tablet – non si sa se di proprietà degli studenti o dati dall’amministtazione scoladtica – e pc in tutte le aule interfacciati con le LIM. Fa molto I Pronipoti di Hanna e Barbera, ma se dovesse evolversi questo progetto sarebbe fantastico. In anni non sospetti ho promosso la famosa Mobile Classroom di Apple. Forse i tempi per una reale digitalizzazione della didattica sono finalmente maturi.

    • briand06 scrive:

      Il MIUR sta promuovendo da alcuni mesi una particolare iniziativa, la costruzione di un archivio wiki-like di learning objects realizzati da docenti.

      C’è mica qualcosa già online?

      • briand06 scrive:

        Alessandro Petrucci scrive:
        10 luglio 2012 alle 22:15

        Ah, bene, sei passato dal fatto che la à al posto della ha non sia più una mostrusità come precedentemente dichiarato.

        Pensiero(?) assolutamente incomprensibile. Potresti per favore articolarlo in una forma decente?

        Ora un altro spunto di riflessione: tachigrafia…
        Note interessanti sulla solita accademia della crusca che barba che noia per molti ma non per tutti…

        Sarà barba e noia per te. Per me si tratta di rispetto per gli altri e di cura per i dettagli.

  6. Gavroche scrive:

    Parlando da studente, a me non pare che la scuola italiana sia così indietro dal punto di vista preso in analisi qui. Sono altre le cose che andrebbero cambiate, ma non mi sembra il caso di uscire fuori tema. Sono favorevole all’utilizzo della tecnologia a scuola, ma fino a un certo limite, che mi pare si voglia oltrepassare. Vogliamo ritrovarci in una società piena di individui che non sono in grado di compiere le più semplici operazioni se non utilizzando un pc? Le macchine non sono poi sempre molto affidabili, anche perchè finora non hanno il livello di efficenza necessario a rimpiazzare i metodi tradizionali. Non sono un luddista, ma credo che si stia esagerando. Che c’è che non va nello studiare sui libri? A me pare che come sistema funzioni. Prima si parlava di salute. Stare ore e ore di fronte a uno schermo penso che faccia molto più male di aprire un libro. Forse l’unica cosa buona dei testi in pdf sarebbe il fatto di non doversi portare dietro i soliti mattoni, ma dopotutto per ovviare questo problema ci si può organizzare con il compagno di banco, e poi mica tutti i libri sono necessari per seguire la lezione!
    Un’affermazione del professore mi ha colpito. Ha tenuto a precisare che la studentessa ha preso 100 come se la cosa fosse in qualche modo legata al fatto che abbia utilizzato un iPad. Certo, la maniera in cui si espone la propria tesina all’esame di maturità è importante e influisce sull’impressione che si dà, non c’è alcun dubbio, ma penso che si possa essere in grado di presentare qualcosa di buono anche ricorrendo ai soliti mezzi. Se la ragazza è brava, credo che il 100 lo avrebbe preso comunque. Io ce l’ho fatta.

    • Non so, il tuo intervento come studente mi lascia un poco perplesso… Dire che non siamo tanto indietro quando solo dal prossimo anno le procedure scolastiche saranno online, mentre in Wargames film del 1983 si vedevano già i voti in remoto…
      Non risulta da nessuno studio che il mezzo informatico impigrisca il cervello, casomai il contrario (si parla di utilizzo intelligente, ovvio)

    • Piergiovanni scrive:

      Il 100 lo avrebbe – meritatamente – preso anche usando un Galaxy o portando un percorso cartaceo. Ma il percorso e la presentazione iriginale hanno comunque colpito tutti. L’ho sottolineato perchè questa ragazza avrebbe meritato pure la lode, non per l’iPad! Diciamo che ci tenevo ecco. Ma se anche fosse stato 76 non avrebbe fatto differenza!

    • Non puoi saperlo, ma c’è stata un’epoca lontana in cui si diceva vogliamo ritrovarci in una società piena di individui che non sono in grado di compiere le più semplici operazioni se non utilizzando una calcolatrice? Oggi ci si ripensa e scappa da ridere: scommetto che hai in tasca un cellulare e che quel cellulare contiene una calcolatrice.

      Il resto riguarda le persone, i luoghi, le situazioni specifiche. C’è gente che si rovina la salute anche senza bisogno di aprire i libri. IL punto è un altro: io gioco a Dungeons & Dragons e ho sempre portato a tavola i manuali. Quando è arrivato iPad, ho portato i manuali e iPad con dentro i Pdf dei manuali. Mesi di test e conclusione: iPad con i Pdf (mica la magia nera, i Pdf) è sistematicamente più veloce dei manuali. Da allora porto solo iPad.

      La domanda è: quando devi cercare qualcosa sui libri di scuola, preferisci essere più lento o più veloce?

      • Piergiovanni scrive:

        Dice la mia collega Francesca che la scuola italiana premia gli esecutivi e non i creativi. Vero.

        Un alunno che “sa” prnde buoni voti, un alunno che “fa” prende voti più bassi. Un alunno che “crea” è guardato con molto sospetto, specie se arriva a saperne più del suo stesso insegnante. È un sistema che non ti perdona. Ho conosciuto studenti che non avrebbero sfigurato a fare da assistenti a un docente universitario di Informatica essere surclassati da alunni più “meritevoli” o addirittura bocciati. In Italia funziona la scuola di Gerry Scottim senza aiuti però. Non puoi permetterti un percorso alternativo, o rispondi alle domande, a tutte le domande, o non vinci il milione. Siamo un paese  che affida le sorti di in esame finale al quizzone della terza prova. Siamo un paese che l’esame non lo fa allo studente che sta per entrare all’Università, lo fa allo studente che esce dal Liceo. Noi siamo un paese di brontosauri della didattica che ha paura del nuovo. Noi siamo un paese che resta indietro, e non possiamo farci nulla.

  7. Alessandro Petrucci scrive:

    E vogliamo ritrovarci in una società di individui videodipendenti? Oggi ci si ripensa e scappa da ridere. Scommetto che avete in tasca uno smartphone con un app in grado di farvi vedere programmi tv in streaming ovunque siate… E non la usare.
    Un libro è un libro. Cambia il supporto ma il contenuto, le idee non cambiano. Una bibbia scirtta su pelle di capra a mano non è diversa da una scritta a mano su carta che non è diversa da una stampata con i caratteri mobili che non è diversa da una stampata con una laser che non è diversa da una in formato pdf che non è diversa da una in formato ebook. Certo cambia la capacità di diffusione e la praticità dell’averla sempre dietro. Con ipad i tomi sempre a disposizione sono quelli di cui si sente necessità. Senza limiti di peso od ingombro ed una qualità di “stampa” retina. Ovvero perfetta. Gli stessi che prima rimanevano a casa su una libreria a impolverarsi e mai sottomano alla bisogna la cui carta si deteriorava, strappava, rovinava. Gli schermi che rovinano gli occhi, le luci fluorescenti che rovinano la vista, etcetc. Dovremmo essere in milioni completamente ciechi. Invece ci sta chi ha bisogno degli occhiali e chi no come hai tempi di mia nonna bonanima, il 1920, che non aveva niente.

    • Alessandro Petrucci scrive:

      Dimenticavo, nel 1920 era da pochi anni stata sintetizzata l’aspirina e l’età media… Beh… Fortunato chi scampò alla spagnola.