De bello scrivere

Il 17 gennaio 2012, in Script, da Lucio Bragagnolo

Ricevo da Manuel:

Questa sera mi ha chiamato una amica, stanca dal lavoro. Studia all’università di Genova come traduttrice. Il word processor è il suo pane quotidiano e sul suo Mac ha installato Office 2008 originale, perché vive ogni giorno di .doc (pochi .docx).

Cercando di esportare la sua tesi in PDF si ritrovava sempre le pagine ordinate al contrario. La tesi ha un centinaio di pagine e riordinarle a mano con anteprima era improponibile. Per fortuna in pochi minuti abbiamo risolto con Moonwalk (al quale le ho suggerito di donare un paio di dollari) e poi ci siamo messi a parlare del suo odioso rapporto con Word, che si pianta ogni due per tre. Ho cercato di spiegarle che esistono molti altri word processor, almeno per quando deve scrivere lei un testo da zero e non editare un testo scritto da altri. A memoria le ho parlato di Bean, Mariner Write, Scrivener, LibreOffice, Pages. Però non ho esperienza diretta, io uso il 99% delle volte TextWrangler ed il restante 1% Pages.

Mi piacerebbe leggere un tuo post sui word processor per Mac, magari l’evergreen alternative a MS Word. Lei mi ha spiegato che di solito produce documenti nuovi e non ha problemi perché consegna quasi sempre un PDF, altre volte lavora con documenti .doc modificati nel tempo da persone diverse (qui la vedo dura, anche perché usano plugin specifici per certi lavori di traduzione), altre volte ancora semplicemente deve restituire un documento in cui segnala gli errori (a scuola le hanno insegnato ad usare le note di Word). Secondo me almeno nel 50% dei casi può fare a meno di Word, seppur non so bene quali e quante alternative valide esistano (Bean mi era sembrato scarno quando lo provai anni fa su Tiger), né quale consigliare.

È significativo che un post sui word processor per Mac oggi rischi di diventare una inchiesta. Il tema, anni fa, si sarebbe esaurito in poche righe e invece oggi tende all’infinito. Lo affronterò in sintesi (leggi: me la cavo) evidenziando alcune tendenze di lungo periodo che devono guidare il ragionamento dell’amica di Manuel e anche il nostro.

Comincio andando su App Store, quello Mac. In prima pagina ho visto un’icona Apps for Writers – From Scribbles to Stories (applicazioni per scrittori, dagli scarabocchi alle storie), che porta a una pagina suddivisa per Manuscript Makers (creatori di manoscritti), Distraction-Free Writing (scrittura focalizzata), Journaling and Blogging (diaristica), Notes & Clippings (appunti). Dentro ci sono altri programmi ancora, come Mellel, Byword, iA Writer, OmmWriter Dāna II, WriteRoom, Macchiato, Day One, MarsEdit, Memories, Chronories, Osciroi, Mémoires, MindNode Pro, Nottingham, fino a Final Draft che serve per scrivere sceneggiature e costa 150 euro (c’è anche Movie Draft SE però, più economico). Il vecchio approccio: ho un programma per scrivere e al massimo uno per programmare. Il nuovo approccio: scelgo lo strumento giusto per quello che intendo fare. Ai tempi era sconsigliabile Word perché prodotto da una azienda odiosamente monopolista che compiva ogni abuso per eliminare qualsiasi libertà di scelta. Oggi è sconsigliabile Word perché è un elefantiaco tuttofare. L’ultimo lavoro che ho intrapreso riguardava scrittura condivisa con lo staff marketing di un’azienda e abbiamo usato Google Documenti, mica Word. Avevamo chat, commenti, link Internet attivi, formattazione, libertà di formato, controllo versioni. Se ci fossimo scambiati file Word per posta saremmo stati a un quarto dell’efficienza. Come faccio a sapere qual è lo strumento giusto per i miei bisogni? Bella domanda. In quanto tale, lo strumento giusto non è Word, che serve a tutti per fare tutto, cioè serve a nessuno. Se devi sceneggiare o lavorare a uno stesso testo su Mac e iPad, meglio Pages, a prescindere. Sono esempi, eh. Si sappia comunque che nel secondo semestre 2011 ho consegnato a editori professionali, per la vendita in edicola e online, tre libri. In aggiunta ad articoli, blog, comunicati stampa, interviste, scrittura condivisa, biglietti di Natale e mille altre cose. Non possiedo Word (ho usato un misto di LibreOffice, Pages, TextEdit e BBEdit) e l’ultima volta che l’ho usato era credo il 1996. Questo per chi sostiene che Word sia indispensabile. Primo commento: non c’è uno strumento per scrivere, ci sono tanti strumenti per scrivere tante cose diverse e per esigenze differenti. Nel caso della traduzione esistono programmi apposta – i traduttori professionali maneggiano i corpus, raccolte di traduzioni già effettuate – così come plugin per Word, ma anche per LibreOffice, per dire. Dipende dal diktat della casa editrice o di chi commissiona la traduzione.

Un’altra cosa che è accaduta: Unicode. Ieri c’era una demarcazione netta tra i programmi che producevano testo articolato e formattato programmi che si fermavano al codice Ascii. Oggi qualunque programma per scrivere che non usi Unicode è spazzatura. Ma questo ha sfumato quella linea di demarcazione. Un buon esempio è TextEdit, gratis di serie su ogni Mac, che può essere un dignitoso editor di testo puro oppure un buon word processor e conservare la stessa identità. Lo stesso vale per Bean.

Mentre Unicode unificava la rappresentazione dei caratteri, Internet frammentava la destinazione dei testi. Ieri si creava una pagina e per forza questa era una pagina formattata, con i suoi caratteri, i rientri paragrafo, le note a fondo pagina eccetera. Oggi? Un testo che scrivo potrebbe finire dentro InDesign, in Pdf, in formato .doc, come ebook, dentro un blog o un sito, in Xml per il sistema informativo aziendale… chi si illude di usare Word per fare tutto questo disporrà di varie funzioni e plugin per arrivare più o meno a fare tutto ciò. Con scarsa qualità, farraginosamente, a rischio di rompere la compatibilità con il prossimo aggiornamento. Questo testo è scritto in BBEdit; prima di pubblicarlo schiaccio tre tasti (tre) e diventa Html. Suggerisco di copiarlo e incollarlo in Word, salvarlo in Html e poi confrontare il codice prodotto da Word con quello che si vede nella pagina del blog. La conclusione sarà: perché lavorare così male invece che usare uno strumento fatto come si deve? Ma divago. Secondo commento: spesso la destinazione del mio lavoro influenza il mio strumento. L’ultimo ebook che ho creato, l’ho lavorato con BBEdit dando gli ultimi ritocchi con Sigil. Pages salva in ePub, LibreOffice ha un plugin apposta e lo stesso fa Word. Per chi adora l’approssimazione e la pessima qualità nel mangiare, nel vestirsi, nelle persone che frequenta, sono ottime soluzioni per proseguire allo stesso modo con i libri elettronici. Il che mi porta a una terza osservazione.

Lo avevo già scritto in altre sedi: siamo chiamati a un controllo superiore sulle nostre creature letterarie rispetto a quello che facevamo nel secolo scorso. Allora scrivevamo una pagina web ed era quella: oggi, se non scegliamo anche un font adeguato per quella pagina (esistono i font per il web e non sono solo Verdana Times Courier e Arial), siamo approssimativi, di scarsa qualità, fuori mercato. Il tuo ebook potrebbe pesare un megabyte creato con Sigil e due megabyte creato con Word; in questo caso, il server che distribuisce il tuo ebook farà più fatica e probabilmente varie persone potrebbero fare un pensiero in più a scaricarlo sul loro smartphone. Il tuo ebook potrebbe soffrire perché mal realizzato con strumenti non professionali e per lo scarso controllo tecnico che abbiamo sulla sua costruzione.

TeX offre un controllo tipografico assoluto su tesi ricche di caratteri strani, simboli matematici o tecnici, libri specializzati. Richiede un paio di settimane per impratichirsi e magari l’uso di strumenti con interfaccia grafica che ne semplificano l’utilizzo base, come LyX oppure TeXmaker. È un software per missioni speciali: per esempio, è in grado di gestire variabili all’interno del testo. Diciamo che faccio un’affermazione su quello che si trova a pagina 39 e poi, prima della consegna finale, aggiungo altre dieci pagine di introduzione. Con TeX e il lavoro adeguato, la mia affermazione punterà automaticamente a pagina 49 invece che a pagina 39. Se la mia tesi contiene esempi di calcolo numerico, posso impostare il risultato di un calcolo come variabile e inserire la variabile in tutti i calcoli conseguenti. Proprio come avviene in un foglio elettronico, cambio un elemento del calcolo, cambia il risultato e il nuovo risultato viene applicato correttamente in tutto il resto della tesi. Per aiutarsi con TeX sono disponibili numerosi documenti anche in italiano, comprese le eccellenti guide di Lorenzo Pantieri. Terzo commento: Più controllo ho sulle mie creazioni, migliore sarà il mio risultato. Invece che compilare quei ridicoli curriculum europei standardizzati per finire più in fretta nel cestino, un curriculum che appaia su web e sia disponibile in Pdf con un bel rimando visibile a dove si trova il suo codice sorgente TeX attirerà molta più attenzione. Se mi legge qualcuno alla vigilia della tesi, dove vigilia non voglia dire la sera prima della consegna, si prenda tempo e impari TeX, anche se si laurea in filosofia. Un giorno capirà di avere fatto un passo oltre la massa e quanto gli sarà servito.

Non so se ho risposto veramente e neanche chi sia arrivato fino qui. Riassumo: capire i propri bisogni, scegliere gli strumenti adatti, conoscere la struttura del proprio lavoro, non accontentarsi. I tempi di un programma per scrivere sono antichi.

31 Responses to De bello scrivere

  1. Massimo R. scrive:

    Ok, sono arrivato in fondo. Sottolineo che se quattro immagini per l’app store vanno bene per un textedit, per un TeX e soprattutto per capire quanto meglio sia rispetto alle mie esigenze a volte diventa una questione di portafoglio, che ci vorrebbero degli how-to più a portata di mano. Cosa servono 400 mila titoli in catalogo se ti fermi a provarne 7?

  2. Fabio scrive:

    Io mi sono laureato l’anno scorso in informatica e per curiosità (leggi sadismo) ho scritto la mia tesi contemporaneamente sia con LaTeX che Pages, al fine di vedere con quale mi trovavo meglio.
    Pages è stato abbandonato dopo una settimana perché impraticabile per il mio scopo; a conferma di quanto hai appena detto. Con LaTeX dopo qualche giorno per imparare ad usarlo ed entrare nell’ordine di idee giusto scrivi sereno. Preoccupandoti solo di quello che devi scrivere e non di come scriverlo.

  3. Fearandil scrive:

    Per lavoro maneggio molto testo scritto da altri e vuoi sapere, alla fine, qual’è la discriminante per me? Grep, o meglio le regular espressions, che hanno sia BBEdit (per pulire i testi e formattarli e, rimarrai basito, InDesign che, unito agli stili, permette mirabolanti miracoli in tempi rapidissimi. Per esempio 140 schede prodotti con i classici dettagli scritti come ‘Titolo caratteristica: Testo bla bla’. Con la funzione grep trasformarli in grassetto (per quasi un migliaio di occorrenze) è questione di secondi! Un’altra lancia per InDesign: se importi un Word (che il cliente manda spessissimo) puoi usare il ‘Trova font’ per sostituire tutti i Calibri (o come cavolo si chiama) in Helvetica Neue rispettando i grassetti, sottolieati e italici. Per un impaginatore son quarti d’ora in meno :)

  4. Manuel scrive:

    Wow, che dire, grazie mille per il completissimo post! Lo linko subito all’interessata, sperando che sia un ottimo spunto di partenza per trovare gli strumenti adatti alle sue necessità. Ciao!

  5. Gianluca scrive:

    Nemmeno io ho mai usato Word, e pure scrivo parecchio tra articoli per blog, contenuti per siti e codice. Lo tengo solo per gestire meglio i contenuti che i clienti si ostinano a spedire nei formati chiusi di Office (mi mandi il logo dell’azienda? e ti arriva un PPT…).
    Da un paio d’anni sono passato a Scrivener per quasi tutto (tranne la corrispondenza ufficiale dello studio – più che altro preventivi – per la quale uso Pages.
    Per il codice ho usato per anni Coda+CSSEdit, ora sono felicemente passato a Espresso.
    Da poco ho inizato ad usare MarkDown che mi intriga, facilitato da un plugin di WordPress che permette di pubblicare direttamente gli articoli scritti così: è divertente e veloce…

  6. Grazie per la citazione, innanzitutto! :-) Permettimi solo alcune precisazioni su LaTeX, Lux.

    1. Il programma da consigliare all’utente finale è LaTeX, non TeX. Oggigiorno quasi nessuno scrive più in TeX: di regola si scrive in LaTeX (che cela TeX sotto il cofano).

    2. LyX e TeXmaker sono strumenti abbastanza diversi: TeXmaker è uno dei molti editor disponibili per LaTeX (consiglierei però TeXworks, multipiattaforma, o TeXShop, solo per Mac), mentre LyX è un programma che tenta di nascondere LaTeX all’utente, con risultati a volte discutibili. Posto che LyX ha i suoi fans, io non lo consiglio.

    3. “LaTeX è un software per missioni speciali”. Beh, direi che LaTeX è *anche* un software per missioni speciali (è un sistema Turing completo: in teoria lo si può usare per programmare qualunque cosa). Ma non c’è bisogno di avere esigenze così sofisticate: per scrivere una tesi (con sezioni, indici, tabelle, figure, riferimenti incrociati, eccetera), LaTeX è il non plus ultra.

    4. Il GuIT (Gruppo Utilizzatori italiani di TeX e LaTeX) ha di recente cambiato indirizzo: http://www.guitex.org/home/

    5. “Più controllo ho sulle mie creazioni, migliore sarà il mio risultato.” Beh, dipende. LaTeX mette a disposizione layout professionali che permettono di disinteressarsi (quasi) completamente delle questioni tipografiche e di concentrarsi esclusivamente sul contenuto. In ogni caso, se lo si desidera, sono disponibili strumenti per regolare finemente (si parla di una precisazione di nanometri…) il risultato finale.

    In conclusione, scrivere un documento complesso (come un libro o una tesi) e non usare LaTeX significa volersi fare del male da soli! ;-)

    Un salutone.

    • briand06 scrive:

      Perfettamente d’accordo su (La)TeX: è un’altra cosa da tutto il resto. LaTeX ha una curva di apprendimento apparentemente ripida, ma compensa con una flessibilità senza pari. Concentrarsi sul testo invece che sulle minuzie di come appare dell’output è una cosa che rende il processo di scrittura molto più fluido e rapido.
      Tanto per fare un’esempio banale, tipico da tesi di laurea: cambiare la sola dimensione del font di un testo lungo in Word è un lavoro di ore (a meno che non si usino gli stili, ma chi lo fa con Word?), con LaTeX sono secondi.

      Come introduzione, oltre naturalmente al sito di Lorenzo Pantieri, consiglierei questa LaTeX Introduction for Word Users, purtroppo in inglese.
      Mi ricordo anche di una guida intitolata più o meno “LaTeX for secretaries”, ma sono in viaggio e non la trovo su internet.

      Proprio per questi motivi, trovo Markdown altrettanto comodo ed efficace, e perfetto per usi meno impegnativi. Ora ci sono parecchi editor e previewer di Markdown su OS X, che convertono anche il testo scritto in Markdown nei formati più diffusi. Il mio favorito è nvALT, un clone di Notational Velocity.
      E per i fanatici della linea di comando, c’è anche Pandoc, che converte da LaTeX a Markdown e viceversa, o da questi formati in rtf, open document. html e perfino, se ci si vuol fare male, groff :)

      Infine, se si vuole un word processor *basico* ma con caratteristiche interessanti come l’avere un archivio integrato dei documenti, vorrei consigliare MacJournal, di cui purtroppo è scaduta da poco una offerta a prezzo superscontato. Ma ci sono spesso e quindi con un po’ di pazienza si può tranquillamente approffittarne.

  7. Surfab scrive:

    Ciao a tutti,
    dovessi riscrivere la tesi (usai word anno di grazia ’99), userei iA Writer.
    Come sfrutta iCloud…

  8. Michela scrive:

    Scrive l’amica che da tempo lotta contro MSWord! Grazie delle illuminanti considerazioni dedicate al mio problema. Mi sento di aggiungere che ciò che mi ha penalizzato è stato il mio atteggiamento di default nei confronti dei word processor. Mi spiego meglio: durante la scuola superire e l’università ho seguito corsi di informatica, dapprima “rudimentali” e basilari poi anche più specifici e relativi ai programmi di traduzione assistita, ecc. Ho anche fatto parte di gruppi di lavoro nei quali si dovevano produrre documenti di testo, tuttavia, in nessuna occasione, ricordo di essermi imbattuta (suggerimenti dei professori o dei compagni di lavoro) in alternative a MSWord o text edit/blocco note ; in parte ammetto che è stata forse leggerezza e superficialità da parte mia: come spiegavo a Manuel infatti, dopo avere acquistato legalmente MSWord, averlo usato per molto tempo e vederlo talvolta inchiodato, ho escogitato degli escamotage per conviverci (evitando quei comportamenti che avevo intuito facessero andare in tilt il programma – vedi copia e incolla testo da pagine web/numerazione delle pagine a partire dalla terza, per esempio – riuscivo a lavorare con word in maniera normale). Dopo questa conversazione a più voci capisco che non avrei dovuto accontentarmi e che i testi che produco possono essere migliorati in base al programma che utilizzo! Grazie a tutti dei consigli, cercherò di diventare da ora un’anticonformista dei word processor! Michela

    • frix scrive:

      @ Michela
      Per lavoro devo anche scrivere. Testi di differenti lunghezze ed articolazioni (relazioni, norme tecniche per piani regolatori, articoli, demo…).
      Se può esserti utile osservare l’esperienza altrui, dopo anni di prova e ricerca apps, sono giunto a questa soluzione che al momento mi soddisfa più di ogni altra:

      1) ‘tinderbox’ [ http://www.eastgate.com/Tinderbox/ ] per la preparazione del lavoro (iniziale e in corso d’opera) e la gestione di brainstorming, note ecc… (lo accoppio a simplenote ed è una bellezza lavorarci anche con l’iPad). Se per caso scrivi ipertesti va altrettanto bene ed in alternativa esiste anche ‘storyspace’. TB costa un botto, ma se ti accontenti di 30 note per documento (che spesso sono suff.) lo usi quanto vuoi. Se poi sai un po’ di html (che è un po’ il mio limite) sei a cavallo.

      2) scrivener [ http://www.literatureandlatte.com/scrivener.php ]per tutta la gestione del testo nella fase di scrittura. Parti, Capitoli, articoli ecc, tutti separati e facilmente gestibili ma in un unico file. Possibilità di avere a schermo due diverse parti del documento (che sono a tutti gli effetti due documenti differenti in uno stesso file). Cartella Research dove metti tutte le tue ricerche (web, pdf, rtf, foto, testi ecc) che ti servono per il tuo lavoro. Corkboard e outliner. In sostanza in un file unico hai ciò che in genere metteresti in un folder del finder, suddividendolo poi in sottocartelle. Scrivener archivia da solo i file che inserisci in reserach quindi se ad es. lo salvi sul dropbox puoi accedere a tutto il tuo lavoro da un altro mac, chessò da casa o da un amico. C’è molto altro ma mi fermo. Per me è insostituibile. Costa 45 $.

      3) da scrivener stampo direttamente il testo o parti di esso se non si tratta di cose che necessitano di un particolare aspetto e formattazioni grafiche o se il documento deve essere dato ad altri per impaginazione e stampa.
      Altrimenti passo tutto ad un impaginatore (generalmente inDesign, volendo anche Pages se non sono cose lunghe e complesse ma a quel punto si può usare quel che si vuole (Quark, Scribus)

      Quando anni fa acquistai scrivener mi ero riproposto di imparare LaTex con il quale si integra molto bene, a quanto leggo da esperienze di altri. Non sono mai riuscito a trovare il tempo sufficiente da dedicare allo studio della cosa. Ogni anno però mi riprometto di farlo.

      @Lux
      Ho letto tutto fino in fondo. Ti ringrazio. Concordo con il tuo riassunto finale.
      Sui tempi antichi leggere il post mi ha fatto tornare a mente la ‘bomba’ di word sul MacSE. Ho provato un po’ di nostalgia…anche se allora lo stato d’animo era altro!

  9. Lorenzo scrive:

    P.S.

    Ho dimenticato la precisazione più importante (mi cospargo il capo di cenere…): da un paio di anni a questa parte, l’Arte di scrivere con LaTeX porta anche la firma di Tommaso Gordini, che è co-autore dell’opera: anzi, per molte cose l’Arte è ormai più sua che mia! Tanto (gli) dovevo.

    Un salutone! :-)

  10. Andy scrive:

    Vidi lo Script! appena pubblicato, compreso l’argomento cambiai pagina.
    Meritavi il giorno di attesa ( trasferimento in sede lavoro :-( ) ma di essere letto con calma e attenzione, non in viaggio trafelato e non concentrato.
    Complimenti. Uno degli Script! più spettacolari che ho letto.

  11. Alberto scrive:

    Lucio, uno dei tuoi migiori articoli. Una summa sul tema “quale strumento per quale lavoro”.
    Un capolavoro della segmentazione contro il tentativo di usare sempre e comunque gli stessi strumenti…

    Un’ode contro l’ordalia di schiavi alla tastiera che pigiano tasti come scimmie ammaestrate…:)
    Un articolo così vale da solo un abbonamento a icreate….

  12. Piergiovanni scrive:

    Trovo ora il tempo di scrivere due righe mentre Apple prsenta Author, che non vedo l’ora di usare. Scrivo due righe per dire la mia. Anzi, quella di Betta. Mia moglie sta per conseguire una seconda laurea, in Psicologia, la vecchia quinquennale, e sta prparando la tesi (ha asspettato anche troppo). Non funziona più come 21 anni fa quando ci siamo laureati la prima volta, oggi c’è un tutor, si fanno le presentazioni, e sopratutto le tesi devono seguire un layout preciso. Che ci vuole, direte voi, roba da nulla. No. Per ragioni che io non ho ancora ben capito, me lo farò spiegare dal tutor la prossima settimana quando accompagno Betta in facoltà, PRETENDONO che 1) tu abbia un PC Windows, 2) glielo devi portare, al tutor, corredato di alimentatore (sic) e una USB key, 3) il suddetto tutor ti installi, da un computeraccio PC, pieno zeppo di virus per ammissione di altri colleghi, una sorta di template Word dove tu devi scrivere la tesi. E deve essere MS Word recentissimo. Quando mia moglie gli ha spiegato la nostra dotazione lui si è quasi incazzato, perchè “i Mac danno problemi”. Tenete presente che la tesi di Betta è molto semplice, niente tabelle, niente figure, niente note a piè di pagina per una questione di specifiche APA. Io le ho detto di usare Pages che poi ci avrei pensato io.

    Ma il punto è, caro Lux, e cari Amici di Script: l’ignoranza. Perchè io oggi posso scrivere un documento anche con Text Edit, o con il mitico Claris Works, e sono sicuro che nessuno avrebbe problemi a leggerlo, anche complesso, basta usare semplici accorgimenti. Ripeto, la tesi di mia moglie non ha un testo complesso, Times 12 e via andare. Si tratta solo di ignoranza. Infatti ho provato il testo in un computer PC con Word 2007 e funziona benissimo… :-) .

    • briand06 scrive:

      E tu porta al tutor solo la chiavetta USB e fatti mettere il template lì. Poi lo fai passare ad un antivirus decente su un PC o anche su qualche servizio in rete, lo copi sul Mac e riformatti la chiavetta.
      In caso di risposta negativa, c’è sempre il consiglio di facoltà o anche qualcosa di più. Non c’è bisogno di un ricorso, basta solo far balenare l’idea che la cosa potrebbe essere vista come una promzione indebita.
      Oppure prendere una tesi già fatta e rifare il template. In genere sono delle cose oscene. Una spolveratina di (finta) modernità in una desolante ignoranza.

      Comunque, di quale facoltà stamo parlando?
      E anche 21 anni fa le cose non è che andassero meglio… :(

      PS Dal testo non mi è molto chiaro se è il tutor a pretendere questa cosa o qualcun altro.

      • Piergiovanni scrive:

        Risposta a Briand
        Sì, è una pretesa del tutor.
        La facoltà è quella di scienze della formazione, psicologia.
        Dopodomani vediamo cosa dice il tipo.

  13. Michela scrive:

    @ grazie frix, e ovviamente a tutti!

  14. Massimiliano scrive:

    Mi introduco come lurker di vecchia data. Prima di tutto ringrazio Lucio e tutti i frequentatori per le informazioni utilissime e per i dibattiti sul blog sempre interessanti.
    Una piccola domanda… svolgendo una ricerca e vorrei svilupparla con un ipertesto, con queste caratteristiche:
    - documenti separati aggiornabili comodamente che posso linkare tra loro all’interno dei documenti;
    - possibilità di inserire keyword che vengono automaticamente individuate nel testo e linkano a un glossario o a un documento esterno;
    - che abbia una grafica accettabile e configurabile
    Quale software mi consigiate? Conosco Tiderbox e per me è sovradimensionato oltre a non piacermi particolarmente. Forse iBooks author potrebbe funzionare in qualche modo ma è assurdo che possa leggere i documenti solo su iPad. Insomma ho l’impressione che non esistano quasi più programmi per ipertesti (tranne quelli antidiluviani e che a malapena sono ancora supportati). È così? Forse questo è dovuto a un cambiamento di paradigma e ormai l’ipertesto per eccellenza si scrive in html?

    • Beh sì, l’ipertesto per eccellenza si scrive in Html. Probabilmente quello che cerchi è un editor che semplifichi la realizzazione e il collegamento di pagine Html, come forse Sandvox di Karelia o Coda di Panic, RapidWeaver, Freeway, o il gratuito Griffon della fondazione Mozilla.

      La parte relativa alle keyword e al glossario non rientra nelle capacità di questi programmi e va realizzata a mano da zero. iBooks Author lo fa, ma non mi sembra lo strumento adatto per la tua esigenza. LaTeX ti offre tutto quello che cerchi e molto di più, se sei disposto a impararlo.

      Ma come si guarda, alla fine, questo ipertesto?

      • Massimiliano scrive:

        Per leggerlo in fase di ricerca mi basterebbe aprirlo dal programma stesso, poi quando sarà finito e lo avrò sistemato potrebbe diventare in tutto o in parte un pdf, un ebook… Al momento mi serve essenzialmente per organizzare le idee in testi indipendenti ma collegati tra di loro, data l’ampiezza della ricerca (tra la filosofia, la musicologia e la neurologia). In definitiva quello che cerco è una versione dello “schedario da ricerca” che sia ipertestuale e mi permetta di lavorare sul testo in modo più articolato di un vecchio schedario a tessere.

        • briand06 scrive:

          LaTeX, senza alcun dubbio. Se hai bisogno di consigli dettagliati, possiamo discuterne qui, se Lux è d’accordo, anche in un post dedicato, o in privato.

          • Massimiliano scrive:

            Grazie. Quello che mi preoccupa di LaTeX è proprio… il suo pregio! Io vorrei concentrarmi sullo scrivere testo piuttosto che passare il tempo a impostare markup per formattarlo. È possibile/ha senso (scusate l’ignoranza) usare LaTeX per fare brainstorming, cioè per la semplice scrittura creativa, prima di strutturare il testo? Ed esiste un editor di LaTeX che mi permetta oltre che di scrivere e formattare, anche di utilizzare i testi per consultazione, quindi di leggerne il “rendering”?
            Scusate la prolissità, poi la pianto! :-)

          • briand06 scrive:

            Io vorrei concentrarmi sullo scrivere testo piuttosto che passare il tempo a impostare markup per formattarlo.

            Concentrarsi sulla scrittura senza occuparsi minimamente del layout è proprio quello che permette il LaTeX!
            La formattazione del documento si trova in un foglio di stile che puoi facilmente cambiare con una(1!) riga di comando. Normalmente si inseriscono più righe per ciascuno stile che si vuole utilizzare e poi se ne attiva uno a seconda del bisogno. Io almeno faccio così ;)

            Un documento LaTeX è composto in sostanza da:
            1. Intestazione: dove si trovano i comandi di impostazione generale del documento: formato del foglio di stampa (a4, letter, etc.), stili preconfezionati da usare (articolo, libro, lettera…) con relative opzioni secondarie (due colonne, colonna singola, dimensioni del font, …), opzioni accessorie e specialistiche.
            2. Testo vero e proprio con titolo, autori, data, e corpo del testo suddiviso in sezioni e sotto-sezioni, equivalenti ai capitoli di un libro o alle diverse parti di un articolo)
            3. Chiusura (normalmente una sola riga).

            Se questo ricorda qualcosa a qualcuno… ha ragione, la logica è la stessa di un documento html, e infatti le basi sono comuni.

            Normalmente tutta l’intestazione viene generata automaticamente dall’editor visuale, come ad esempio TeXShop, modificandone al più alcuni dettagli, in sostanza la dimensione del foglio e dei caratteri, oppure utilizzando un templare (foglio di stile) fornito dall’editore, per gli articoli, dal tutor universitario per le tesi e simili, o dalla casa editrice per i libri.
            Il templare è, in pratica, un documento LaTeX con tutto preimpostato e nel quale l’utente deve solo inserire i dati variabili, il titolo del testo, nomi degli autori e ovviamente… il testo. :)

            È possibile/ha senso… usare LaTeX per fare brainstorming, cioè per la semplice scrittura creativa, prima di strutturare il testo?

            Fatto questo, e ci vuole molto di più a scriverne che a farlo, basta solo scrivere, scrivere, scrivere, anche utilizzando un semplice editor, come BBEdit, TextWrangler, TextMate (che riconoscono la sintassi) o perfino TexTedit in modalità plain test. Oppure editor specializzati come TeXShop, Texmaker o simili.
            La divisione in capitoli, le note, le referenze, il cross-reference, etc. si può fare tranquillamente dopo. Anzi, è **meglio** farla dopo. Vuoi dividere un testo in un certo punto in due capitoli? Inserisci il comando \section{NOME CAPITOLO} in una riga singola nel punto di divisione. Stop, nessuna formattazione, bold, italico, font. A tutto ciò ci pensa il LaTeX, non tu (che in genere non sei esperto e non capisci nulla di tipografia).

            In più, essendo puro testo ascii, puoi scrivere con editor diversi a seconda dei bisogni o delle circostanze. In ufficio con il Mac, in treno con l’iPad (dopo aver sincronizzato, magari su un servizio online). Insomma, massima flessibilità. Non ci credi finchè non lo provi.

            Ed esiste un editor di LaTeX che mi permetta oltre che di scrivere e formattare, anche di utilizzare i testi per consultazione, quindi di leggerne il “rendering”?

            Non ho capito bene cosa intendi. Se vuoi un archivio di documenti da consultare, con ricerca nel database dei documenti, generazione di bibliografia, e simili, c’è su Mac BibDesk, che io uso ogni giorno e molto più del LaTeX, o JabRef. Ma francamente non so se gestiscono) altri formati oltre i pdf. Se intendi un archivio di porzioni di documenti, file di formati vari, immagini, ci sono decine di programmi, Evernote, MacJournal, Notational Volocity (con qualche limite) o servizi online come SpringPad. Se intendi la copia/incolla da documenti, Snow Leopard permette di copiare il testo dei pdf in modo “intelligente” e PDFpenPro di fare il riconoscimento OCR per quelli scannerizzati.

            Comunque chiedi senza problemi, l’argomento è interessante. È un vero peccato che il LaTeX goda la fama di essere complicato ed adatto solo agli scienziati. In realtà, con i tool giusti e un minimo di studio, è molto più pratico di Word.

            Per iniziare sul Mac, ti consiglio di scaricare ed installare MacTeX 2011, una distribuzione di TeX Live 2011. Tieni conto che sono 1.8 GB da scaricare.
            Uno dei siti di riferimento è http://www.tug.org/, mentre in italiano c’è il sito del GuIT (http://www.guitex.org/home/index.php?lang=it).
            per una veloce introduzione, in inglese, c’è sempre l’articolo “LaTeX for Secretaries” (http://www.linuxjournal.com/article/3387) oppure i testi di Lorenzo Pantieri di cui si parlava sopra.

            Wew… è stato lungo scrivere questo post, ma tanto dovevo aspettare la fine di un backup… almeno non mi sono annoiato!

      • Massimiliano scrive:

        Probabilmente il sistema migliore sarebbe creare un wiki o un sito wordpress… ma anche qui: un caterpillar per spostare un bicchiere… Temo che programmi che siano una estensione un po’ più… sexy di Hypercard non esistano. O no?

        • briand06 scrive:

          Non è una idea malvagia. Ma, se è per tuo uso personale (moderato, beninteso) te lo sconsiglio. Sembra semplice… ma in effetti è molto più complicato da gestire e utilizzare.

          • Massimiliano scrive:

            Quindi tu continui a consigliarmi LaTeX? E secondo te è utilizzabile anche in modo… creativo senza incagliarsi in questioni di tipografia?

          • briand06 scrive:

            Senza dubbio. Leggi la mia risposta (lunga) di sopra. La tipografia non la vedi proprio.

            In ogni caso, prima di imbarcarti in qualcosa che non conosci, provalo. Scarica MacTex, installalo e prova a scrivere qualcosa con TeXShop. Giocaci, leggi qualcosa per documentarti, se vuoi richiedi informazioni qui o in privato (Lux conosce il mio email “vero”).

            Dimenticavo di dire che con LaTeX è immediato inserire più documenti in un file che fa da contenitore, e che questi verranno formattati secondo le regole del contenitore, con la giusta numerizione di pagine, capitoli, note, etc. Prova a farlo con Word. :D

          • Massimiliano scrive:

            Grazie tantissimo del tempo che hai speso e dei consigli! Mi hai convinto! Scarico subito il Gigabyte e (domani) provo a lavorarci.
            Grazie anche a Lux dello spazio e dei consigli!
            È sempre un piacere incontrare persone aperte e generose!

  15. Piergiovanni scrive:

    Ieri mattina ho accompagnato Elisabetta dal tutor in facoltà. Personaggio molto particolare, un po’ rustico, utente Windows coi paraocchi. Ho deciso di intervenire io per spiegare la nostra dotazione Microsoft free. Lui ha capito e ha dettato a mia moglie le confogurazioni del layout. Tutto sommato indolore, il figuro non ha messo le mani sulla bambina anche se non capisco poi perchè gliela dovevo portare con tanto di alimentatore e chiavettina usb…. Comunque due cose le ho capite: questi qui sono malati di Office, e non conkscono nemmeno dei sw analoghi. La cosa che mi ha divertito è che lui insisteva che bisognava farla fronte retro. Ed io: ma sono impostazioni di stampa! E lui, incazzandosi: hi detto che va scritta fronte retro! Scusate, amici di Script, sapete se su Word o su Pages o su Text Edit (o LaTex) esiste un modo per “scrivere fromte retro”? :-D (ghigno malavagio)

    • briand06 scrive:

      Facile. Giri la finestra e scrivi sul retro…

    • briand06 scrive:

      A parte gli scherzi, immagino che alla fine tutta questa configurazione fosse qualcosa come: foglio A4, 3 cm dal bordo superiore, 3 da destra e sinistra, 2 dal bordo inferiore, font Times New Roman (Calibrì se sono aggiornati a Office 2010), 12 punti, interlinea doppia (tripla se hanno legami con i fornitori di carta), titoli dei capitoli in bold da 16 punti, titoli delle sezioni in bold-italico-sottolineato (Totò e Peppino insegnano), da 14 punti… insomma, non molto di più e di meglio.

      Io gli farei leggere la guida tematica sul progetto della pagina, dell’intramontabile Claudio Beccari. Per invogliarlo, puoi sempre dirgli che è un suo collega…

      questi qui sono malati di Office, e non conkscono nemmeno dei sw analoghi

      Non è che non conoscono software analoghi… non conoscono nessun software tranne Office. E non hanno nessuna voglia di imparare, anche se lavorano all’università e si definiscono ricercatori.
      Termine che io peraltro ho sempre aborrito, fa il paio con nonvedente, operatore sanitario, diversamente abile… dire ma non significare nulla.
      Di storie orride ne potrei raccontare decine.

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