Jean-Louis Gassée scrive sul Guardian di Hewlett-Packard come una azienda che regolarmente keeps losing the plot, trama peggio degli altri. Bello il paragone tra l’evoluzione della Golf Volkswagen e della Civic Honda. L’una, arrivata alla settima versione, è ancora riconoscibile come una Golf e per ha saputo mantenersi moderna; l’altra, partita forse con un vantaggio tecnologico e di design, ha saputo solo appesantirsi fino a perdere la propria identità.
Horace Dediu analizza il patto di esclusività tra Nokia e Microsoft che ha obbligato Nokia a rinunciare a Symbian per puntare tutto su Windows Phone e ha obbligato Microsoft a pagare Nokia per questo.
Risultato: la stima è che tutto questo sia costato finora a Nokia due miliardi di dollari di profitti. Lato Microsoft, al momento Windows Phone resta ininfluente, a un anno dalla sua introduzione.
Un alto dirigente di Dell spiega a Fast Company perché la sua azienda non ha inventato iPad e invece Apple sì. Dell valorizza tecnologia messa a punto da altri, è il suo racconto. Android non funzionava sulle tavolette, Microsoft non aveva un sistema operativo pronto e noi non facciamo sistemi operativi.
Così, tranquillo. Traduco in un’altra lingua: i miliardi guadagnati da Apple con iPad a noi fanno schifo e siamo stati così bravi che avevamo visto benissimo l’opportunità ma ci abbiamo rinunciato. Ho perso il conto: credo che il valore di capitalizzazione in borsa di Apple sia tipo ventitré volte quello di Dell, partendo da quella volta in cui pareva che Apple stesse per fallire e il fondatore di Dell suggerì di chiuderla.
Quando arriveranno gli storici vedranno che Apple ha avuto varie grandi intuizioni. E si muoveva in un mercato di zombi, al cui confronto quelli di Samsung, che copiano ma almeno si muovono e hanno delle idee, giganteggiano.




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Proprio ieri ho letto un commento del solito Assante su Repubblica che diceva che Apple sta perdendo colpi e che presto andrà in crisi perchè non produce ogni anno un prodotto rivoluzionario come iMac, iPod, iPhone, Air, iPad.
Dimentica di dire che i suddetti oggetti **rivoluzionari** sono stati prodotti in 14 anni, a una media di 1 ogni tre anni. Nello stesso periodo, cosa hanno fatto HP, Dell, Nokia, Motorola, Microsoft, non dico di rivoluzionario ma di veramente innovativo?
… Ah sì, Microsoft ha fatto lo Zune…
Gli unici prodotti innovativi non Apple che ricordo io, nello stesso periodo di tempo, sono stati lo Psion Revo e l’Handspring Visor, il vero progenitore dell’iPhone.
Concordo con Lux, Samsung copierà ma lo fa con una certa classe. Gli altri non hanno nemmeno una idea piccola piccola. Sono veramente curioso di vedere cosa accadrà fra pochi giorni con Windows Phone 8.
Prima di tutto come reagiranno i (pochi) polli che si sono fatti convincere a comprare un Nokia negli ultimi tempi (Windows Phone 8 è completamente incompatibile con la versione attuale). E poi quello che scriveranno i pennivendoli pronti a stracciarsi le vesti perché iOS 6 non gira sull’iPhone 3GS.
Il bello è che adesso cada un altro tabu: un PC rischia di costare più di un Mac. L’«allarme», ancora una volta arriva dalla solerte redazione di Repubblica. In un articolo dedicato si affronta la questione lamentando che per avere le innovazioni di Windows 8, con sensori touch, e dispositivi più sottili si dovrà aumentare il prezzo. Ecco allora l’altra faccia della medaglia: le innovazioni costano, non tanto all’utente che -ovviamente- dovrà pagare di più se vuole un prodotto (o servizio) migliore; le innovazioni costano soprattutto alle aziende e chi non lo ha fatto (leggi Dell) basandosi sul mercato esistente paga pegno.
Per anni abbiamo assistito alla “immobilità dei giganti”, in particolare Microsoft che lucrava su un vastissimo mercato che sembrava non volersi evolvere; qui parliamo di cose “lunari” quando non si interveniva nemmeno al misero livello del sistema operativo Windows: personalmente ho visto appalti di enti pubblici per l’acquisto di PC che richiedevano ufficialmente il downgrade a XP, altro che smartphone e tavolette. L’assunto a Redmond era “cavallo vincente non si cambia”. Adesso sono costretti a cambiare ma inevitabilmente dovranno inseguire chi invece ha tracciato la strada.
Torno al tabu dei costi mi pare evidente che iPhone vende bene e se la gente è disposta a spendere i propri soldi è perché vuole un prodotto eccellente. Costruire computer lillipuziani (i famigerati netbook) per vendere di più non serve anzi… i costi di quest’ultimi sono raffrontabili a prodotti più grandi ma con margini sempre più risicati. E la customer satifaction è nulla (per usare un eufemismo).
La verità -pura e semplice- è un’altra: i prodotti innovativi non escono dal cappello di un prestigiatore in jeans e maglietta nera in diretta mondiale. No! quei prodotti sono frutto di idee e di investimenti, sono il risultato di sforzi ingegneristici e della cura maniacale di ogni pur piccolo dettaglio. Se il pubblico li apprezza ciò non frutto del caso.
Insomma il mondo va avanti e chi sta al palo, per timore di investire e perdere competitività, commette un errore grossolano.
Microsoft è davanti a un bel bivio, perché il nuovo ordine mette in discussione tutto il suo modello infrastrutturale. Non che manchino i soldi e la possibilità di sprecarne in attesa di vedere passare i cadaveri altrui, beninteso.
Uhm, mi sa che se continua così con quei soldi, come si dice a Napoli, se ne compra tutte medicine…
RIM è di fatto fallita, Nokia è stata venduta insieme a Motorola. Non male come casino a partire dal 2007. Se qualcuno avesse tra le mani un altro quinquennio come questo me lo faccia sapere….